Riceviamo e pubblichiamo – Spettabile redazione,
le recenti piogge, nevicate e gelate e quelle che presumibilmente questo inverno potrebbe ancora riservarci, hanno fatto nuovamente ripiombare le condizioni delle strade cittadine in cattivissime condizioni. Con i soliti rischi per l’incolumità dei pedoni e delle automobili oltre che un peggioramento del decoro urbano.
Sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale metta mano a un serio progetto di rifacimento dei manti stradali.
Ma non la solita asfaltatura in superficie che dura sì e no un paio d’anni oppure gli orribili “rattoppi” effettuati (e spesso anche male) ogni qual volta si apre una buca. Quello che ci vuole è un investimento sicuramente consistente, ma a lungo termine, per ristrutturare completamente i manti stradali, almeno quelli delle vie più trafficate.
Faccio un esempio: l’asfalto di via Santa Maria in Gradi, nel tratto da Porta Romana all’incrocio della Grotticella, è stato rifatto “dal fondo” e in quattro anni non ha ancora una crepa. Stesso discorso per via Marconi o viale Trieste, che soltanto oggi cominciano a screpolarsi 7-8 anni dopo l’ultima asfaltatura. Un lavoro del genere, esteso anche alle altre arterie di Viterbo, sarebbe sì costoso ma, durando di più, consentirebbe di risparmiare in prospettiva.
Invece è sotto gli occhi di tutti come, asfaltando soltanto in superficie, il manto sia molto meno durevole. Infatti molte delle vie riasfaltate due-tre anni fa già sono tornate a essere piene di crepe e buche.
Nell’Italia centro-settentrionale e all’estero è la normalità prestare una maggiore attenzione alla cura delle strade, non vedo perché anche a Viterbo non si debba almeno provare a imitare ciò che fanno altrove. Anche perché ne siamo capaci, e l’ottima asfaltatura di via Santa Maria in Gradi ne è la prova concreta.
Augusto Di Santo
