Riceviamo e pubblichiamo – “Cinque giorni di camminate nella bassa Maremma toscana, nella zona denominata dei ‘tufi etruschi’, perché caratterizzata da rocce vulcaniche di eruzioni abbastanza recenti e dalla presenza di molte testimonianze della civiltà etrusca.
Saranno passeggiate senza difficoltà tecniche, non ci sono grandi dislivelli e i percorsi sono su comodi sentieri e strade sterrate, ma ci impegneranno tutta la giornata in un ambiente dove la natura è ancora rigogliosa.
Eremo di poggio conte – Eremo chiusa del vescovo – idem primo”.
Così recita il testo di presentazione di un’agenzia del nord Italia che propone il viaggio, peccato però che su 5 giorni tre sono nella Tuscia, Lamone, Sorgenti nova, Romitori, solo dopo dicono che faranno un salto nel Lazio.
Ergo, ci vendono la Tuscia come Toscana, e noi che facciamo, aspiriamo alla Toscana come se non avessimo nulla da vendere.
Sono una guida ambientale della Tuscia ma come si evince anche a me tocca fare l’emigrante per campare, se vendo Viterbo nessuno si interessa, ma se dico che Vulci è nella Maremma, allora le cose funzionano.
Fino a quando durerà questa assurda situazione?
Quando riusciremo finalmente ad avere la consapevolezza della ricchezza che custodisce la terra degli etruschi, la Tuscia?
Fino a quando dovremo attendere perché anche la nostra terra goda della giusta ed assai meritata fama?
Pietro Labate
Guida ambientale escursionistica della Tuscia e delle Maremme
