– Torna in aula la vicenda del dentista latitante accusato di appropriazione indebita aggravata.
Gianfranco Fiorita è ancora in Paraguay, ma il processo a suo carico riprende oggi.
79 le persone offese, 49 delle quali costituite parte civile contro di lui. La maggior parte sono i clienti del suo studio viterbese, che lo accusano di avergli messo ponti e punti in bocca lasciando il lavoro a metà. Altre sono società fornitrici di materiale odontotecnico e c’è anche la commissione odontoiatri dell’Ordine dei medici di Viterbo.
Del dentista 55enne non c’è traccia dal 14 ottobre 2010, quando lasciò in aeroporto i suoi stagisti. Dovevano partecipare a un seminario con Fiorita in Sudamerica. Avevano già versato le caparre. Ma il dentista non si presentò. Da allora non è più tornato a Viterbo.
Per il pm Stefano D’Arma è partito con 660mila euro tra soldi dei suoi soci, caparre degli aspiranti stagisti e somme versate dai clienti. Lui si difende in un paio di email inviate al suo avvocato Roberto Alabiso: non ha progettato di scappare coi soldi, ma è stato costretto a fuggire perché minacciato. Da chi, Fiorita non lo spiega.
Quel che è certo è che alcuni clienti lo avrebbero pagato anche più di 40mila euro, per poi essere lasciati con i punti in bocca o altri trattamenti da ultimare. Senza contare le rate dei finanziamenti che in molti clienti hanno continuato a pagare anche dopo la sua scomparsa, essendosi affidati alle finanziarie consigliate dal dentista. In tal modo lui incassava subito la cifra e il cliente rateizzava il finanziamento.
L’udienza di oggi sarà una raffica di eccezioni e questioni preliminari. E’ possibile che l’ascolto dei testimoni slitti alla prossima udienza. Solo a quel punto il processo entrerà nel vivo.
