![]() Andrea Marcosano |
![]() Il sindaco Giulio Marini |
![]() Il cavalcavia Poggino-Teverina - Lo sbocco nella proprietà privata |
![]() Il cavalcavia Poggino-Teverina |
– “Risolviamo problemi che non abbiamo provocato”.
Un grattacapo che va “avanti dagli anni ’80 e che non poteva impedire la realizzazione di un’opera come il cavalcavia Poggino-Terverina”. Della serie, meglio un cavalcavia oggi che una fila domani (fotocronaca).
Nonostante, infatti, il collegamento finisca su una strada privata, per il consigliere comunale Andrea Marcosano e il sindaco Giulio Marini, questo non era un motivo sufficiente a impedirne la costruzione.
“Sono delegato ai rapporti con le attività produttive – esordisce il consigliere comunale Marcosano, commentando l’articolo di Ernie Souchak apparso su Tusciaweb ieri 2 gennaio -. Il Poggino e il Ciprovit sono stati i miei primi impegni. Dall’inizio della consiliatura abbiamo preso in mano un problema che risale agli anni ’80 quando venivano rilasciate concessioni per la costruzione di capannoni industriali senza un’attenta pianificazione urbanistica“.
L’anomalia dunque c’è, ma, per Marcosano, non si tratta di un problema insormontabile. “E’ vero, alla fine del cavalcavia c’è una proprietà privata con un cartello di divieto d’accesso. In realtà quello è solo una precauzione adottata dai proprietari della strada per evitare responsabilità in caso di incidenti”.
In collaborazione con gli artigiani del Ciprovit, l’amministrazione sta quindi cercando una via rapida da adottare. “Il Comune ha dato mandato a un legale di mediare una soluzione affinché la strada diventi comunale o consortile. Staremo a vedere quale sarà la formula migliore”.
Lo stesso hanno fatto gli imprenditori. “Anche gli artigiani tempo fa avevano incaricato un consulente per ricostruire le pratiche e i colloqui intercorsi negli anni tra le varie amministrazioni e i commercianti, che nel frattempo si sono costituiti in consorzio”.
L’incursione di Striscia, per ora, sembra scongiurata vista la paradossale e incredibile situazione. “Sono convinto che, a breve, la questione sarà risolta. Striscia può stare tranquilla, se poi vuole venire, non rifiuteremo di certo un tapiro. A parte gli scherzi, l’amministrazione non solo non ha creato il problema, ma al contrario sta cercando di risolverlo definitivamente”.
Il lavoro del Comune dunque continua. “Andremo avanti fino in fondo. Non credo che gli artigiani metteranno una sbarra davanti alla strada anche perché andrebbe anche a discapito loro che sono i primi a beneficiare del collegamento”.
Anche gli automobilisti, quindi, possono stare tranquilli secondo il comune. Tempo di superare l’iter burocratico e per loro non si presenterà più l’amletico dubbio sul da farsi una volta arrivati alla fine de Cavalcavia. “Il nostro legale deve solo individuare la strada più breve per risolvere la questione. L’opera c’è e questo è l’importante, il resto lo definiremo presto. Il Comune non ha responsabilità, ma solo la volontà di risolvere i problemi che oltretutto non ha causato“.
In linea con le dichiarazioni del consigliere comunale anche il sindaco Giulio Marini. “Abbiamo dato incarico a un legale di verificare le possibilità di una nuova convenzione tra comune e Ciprovit.
Eravamo consapevoli di questa anomalia della strada provata, ma non ci sembrava un un motivo tale da impedire la realizzazione di un’opera così importante per la città. Anzi – conclude Marini -, stiamo lavorando per regolarizzarla nel più breve tempo possibile, cercando una mediazione tra le parti“.
Ma una domanda sorge spontanea: un’amministrazione minimamente accorta ed efficiente non poteva risolvere il problema prima che il cavalcavia fosse terminato? Non risulta ci voglia un giorno per realizzare un’opera del genere…



