- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Esposito di nuovo in sciopero della fame e della sete

Condividi la notizia:

Paolo Esposito

Paolo Esposito

L'avvocato Enrico Valentini

L'avvocato Enrico Valentini

L'avvocato Mario Rosati

L'avvocato Mario Rosati

Enrico Esposito e Maria Lorenzini

Enrico Esposito e Maria Lorenzini

Nuovo sciopero della fame e della sete per Paolo Esposito.

L’elettricista condannato all’ergastolo per l’omicidio della compagna Tatiana Ceoban e della figlia Elena ha smesso da ieri di mangiare e di bere.

La protesta è dovuta alla pausa prolungata degli incontri con la figlia, nata dieci anni fa dalla relazione con Tatiana. Nel settembre 2010 il tribunale dei minori dispose il trasferimento della piccola a Bologna. Decisione confermata un anno dopo in appello.

La bambina ha diritto a vedere il padre una volta al mese e a colloqui telefonici una volta a settimana con lui e con i nonni. Ma incontri e telefonate sono sospesi dal 29 novembre. E probabilmente non ci saranno più. “Nei giorni scorsi gli è stato comunicato che la figlia non andrà più a trovare né lui né i nonni – spiega il suo avvocato Enrico Valentini -. Per questo ha smesso nuovamente di mangiare e di bere. E’ esasperato, depresso, indignato e rifiuta ogni cura”.

Dalla primavera del 2010, Esposito è arrivato al terzo sciopero della fame e della sete. “Sono in carcere da innocente e sono stanco – si è sfogato Esposito in questi giorni con Valentini -. I miei genitori sono sul banco degli imputati insieme al mio avvocato, colpevole solo di avermi difeso. Non ho più niente”.

Il 13 maggio 2009 la Corte d’Assise di Viterbo lo condanna all’ergastolo insieme alla sua amante Ala Ceoban (sorella di Tatiana). Esposito si vede revocare la patria potestà sulla figlia. La condanna è confermata in appello, mentre per Ala l’accusa passa da concorso in omicidio a favoreggiamento, con una pena di otto anni. Resta l’ultimo gradino della Cassazione. Ma al processo Gradoli, intanto, se ne sono aggiunti altri due: quello per furto di elettricità e l’altro per favoreggiamento e minacce a pubblico ufficiale.

L’udienza per quest’ultimo era fissata per ieri, ma è stata rinviata a luglio per un’imprecisione nel capo di imputazione. A giudizio non solo Esposito, ma anche i suoi genitori Enrico Esposito e Maria Lorenzini e il suo avvocato Mario Rosati. L’accusa è quella di aver inveito contro le assistenti sociali che si occupavano della figlia di Esposito. Su Rosati pende anche il favoreggiamento, per aver cercato, secondo il pm, di piegare la deposizione di un teste del processo Gradoli in favore di Esposito.


Condividi la notizia: