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– Bagno di folla per il giubileo straordinario di Bolsena (fotocronaca – video).
Alle 15,30, il cardinale Ennio Antonelli, accolto dal vescovo della diocesi di Orvieto-Todi Benedetto Tuzia, dal parroco Domenico Marra e dalle autorità ha aperto la porta santa della basilica.
Centinaia i fedeli e i sacerdoti arrivati da ogni parte d’Italia per partecipare alla commemorazione del 750esimo anniversario del miracolo eucaristico di Bolsena. Era il 1263. Mentre celebrava la messa nella chiesa un sacerdote fu assalito dal dubbio sulla presenza di Cristo nell’ostia consacrata. Ma lo zampillare di sangue dall’ostia fece gridare al miracolo che fu riconosciuto ufficialmente dalla chiesa cattolica e che avrebbe poi dato origine alla festa del Corpus Domini.
Una chiesa stracolma ha seguito commossa l’intera celebrazione. Dopo aver salutato l’assemblea e ascoltato la lettura del rescritto del 13 marzo 2012, con cui la penitenzieria apostolica ha autorizzato la celebrazione del giubileo eucaristico straordinario biennale, si è avviato in silenzio verso la porta.
Appena l’ha aperta, il cardinale si è inginocchiato sulla soglia, dove è rimasto per alcuni minuti in raccoglimento. Poi, sulle note dell’inno giubilare eucaristico, la processione è entrata in basilica.
Tra la folla, pellegrini e religiosi venuti da tutta la provincia. In prima fila il sindaco Paolo Dottarelli, il presidente della Provincia Marcello Meroi e l’assessore provinciale all’Ambiente Paolo Equitani.
Il cardinale Antonelli ha raggiunto la cattedra, mentre un lettore proclamava i decreti della penitenziaria apostolica con i quali si concede di impartire la benedizione papale con indulgenza plenaria alle consuete condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera.
Al termine della proclamazione la Schola e l’assemblea hanno cantato l’inno del Gloria in excelsis Deo e la solenne concelebrazione eucaristica ha avuto inizio.
All’omelia, dopo un breve saluto del vescovo Tuzia, il cardinale Antonelli ha preso la parola. “Saluto con affetto e gioia il vescovo Benedetto, i sacerdoti, i diaconi, il clero tutto: spina dorsale della nostra chiesa. Augurandovi che questo anno giubilare sia l’anno di grazia del Signore. Al centro del cristianesimo non c’è un’idea, una teoria, ma una persona – ha aggiunto il cardinale -. Essere cristiani vuole dire imparare a vivere con Dio; essere felici di vivere con lui e cercare di essere simili a lui. Per credere dovrebbe bastarci la parola di Gesù, garanzia assoluta. Ma il Signore per aiutare la nostra poca fede e superficialità compie miracoli eucaristici: proprio come quello di Bolsena”.
Al termine della solenne concelebrazione eucaristica il cardinale Ennio Antonelli a nome del romano Pontefice ha impartito la benedizione apostolica con la relativa indulgenza.
Per l’intero anno giubilare, il monumento dedicato al miracolo dell’eucarestia resterà esposto in piazza Matteotti, a Bolsena. Il cardinale Antonelli lo ha inaugurato dopo la celebrazione, parlando ai fedeli a braccio e senza microfono. “Il cristianesimo è apertura perché Gesù Cristo è morto per tutti – ha detto -. Laicità stessa non significa chiusura alla religione, ma tolleranza verso tutte le fedi diverse”. Il cardinale ha infine rivolto un pensiero ai cristiani vittime di persecuzioni e violenze anche ultimamente in Africa.







