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“Ilco, un successo che ci serviva”

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L'allenamento della Ilco Stella Azzurra

– Una vittoria che ci voleva, che serve a fare un piccolo passo in avanti in classifica e a migliorare l’umore della squadra.

Il successo di sabato scorso contro Petriana sembra aver avuto un effetto davvero positivo sulla Ilco Stella Azzurra. Ne è convinto Valerio Giganti, ala classe 1986 e punto di riferimento della squadra di coach Pasqualini: sabato a Roma il ragazzo di Sipicciano, neo dottore in Economia, è stato autore di una bella prestazione personale.

Un successo che ci serviva – dichiara -, in primo luogo per il morale, oltre che per la prestazione e i due punti in palio. E’ il momento di cominciare a mandare le cose per il verso giusto, ora speriamo di chiudere anche il girone d’andata con una vittoria, domenica prossima in casa contro Frosinone”.

La cenerentola della classifica la scorsa settimana ha avuto un moto d’orgoglio battendo la Luiss. “Sicuramente loro saranno in forma e carichi – continua – ma anche noi viaggiamo sull’onda dell’entusiasmo per aver battuto Petriana, che in casa propria perde pochi punti. Ciò che della nostra gara più mi è piaciuto è stato l’atteggiamento complessivo della squadra, abbiamo giocato tutti in maniera molto attenta e nonostante qualche attimo di piccolo sbandamento abbiamo sempre saputo gestire la situazione. Mi è piaciuta la nostra prestazione corale, specie se consideriamo che la prima gara dopo le vacanze è sempre un’incognita”.

Dieci punti e una prestazione individuale, soprattutto in difesa, davvero eccellente: contro Petriana si è visto un Giganti al top. “Credo di aver interpretato bene quello che voleva l’allenatore – riprende il giocatore – , che mi ha chiesto un maggiore sacrificio in difesa per coprire i lunghi di Petriana. Conosco Franzè perché abbiamo giocato insieme anni fa, e anche Coltellacci per averlo incontrato diverse volte da avversario: sono due giocatori che fanno la differenza e andavano contenuti il più possibile. Al di là del risultato sono molto contento di come abbiamo giocato, dell’impegno e la voglia che c’abbiamo messo”.

Domenica i chiude il girone con Frosinone, e poi dopo il giro di boa si ricomincia con Cagliari. Due gare al PalaMalè da cui bisognerà trarre il massimo profitto. “Ci siamo messi noi in questa situazione di classifica e sta a noi uscirne – aggiunge Giganti -. Non abbiamo più alternative, d’ora in poi ogni gara è una finale. Alcune saranno più facili, altre meno, ma possiamo più permetterci passi falsi. Con Frosinone e Cagliari bisogna vincere, perché se facciamo quattro punti credo che si possa davvero dare una svolta al campionato. Del resto i play off sono lì e con due successi interni ti rimetti in carreggiata per combattere fino alla fine. Non dico che si possa raggiungere il primato, dato che Marino ormai mi sembra lanciatissima, ma penso che se arriva la svolta possiamo ancora dire la nostra”.

Sarà un girone di ritorno diverso, secondo Valerio Giganti, quello che attende la Stella Azzurra. “Mi aspetto da tutti noi più carattere nelle situazioni difficili – continua – Abbiamo affrontato la prima parte della stagione forse con troppa superficialità e poca tranquillità. Nel nostro atteggiamento molto è già cambiato, ma tante volte abbiamo lasciato per strada punti pesanti perché c’è mancato quel qualcosa in più sotto il profilo del carattere. Ora affrontiamo gara per gara, ognuna come se fosse l’ultima e la più importante, senza fare calcoli di classifica. Poi alla fine del torneo tireremo le somme e vedremo dove saremo arrivati: se avremo dato il massimo come credo, allora potremo raggiungere il traguardo che meritiamo”.

Un’ultima battuta il giocatore biancostellato la rivolge al compagno di squadra ed amico Federico Zena, che questa settimana ha lasciato la squadra per questioni personali. “Mi spiace molto che sia dovuto andare via – conclude -, perché con Federico ci conosciamo da tanti anni, sin dai tempi delle giovanili. Ha dovuto prendere questa decisione per motivi di lavoro perché non riusciva più a conciliare il basket e la sua attività professionale, ma è ovvio che mi dispiacerà non averlo più in squadra, pure se l’amicizia tra noi resterà comunque”.


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