– La nutella speranza del comparto agricolo? Forse.
Dopo l’acquisizione dell’azienda di Caprarola Stelliferi da parte di Ferrero, il gruppo potrebbe presto cominciare a investire sulla zona dei Cimini. Resta da capire dove, come e in quale misura.
“La produzione dei semilavorati, e cioè della granella di nocciole, da parte dell’azienda caprolatta, passerà alla Ferrero – spiega Claudio Tomarelli, di Fai (Federazione agricola alimentare ambientale industriale italina) Cisl -. Bisognerà vedere in che percentuale. Sicuramente a maggioranza, ma non sappiamo ancora se Stelliferi si riserverà una parte o meno”.
La questione non è ancora definita. La riunione tra parti sociali e vertici aziendali dovrebbe tenersi a metà gennaio. E’ tutto ancora in bilico, per ora. “Ferrero potrebbe concludere un accordo con i produttori per le nocciole. E’ anche possibile che decida di realizzare qui il prodotto finito e, quindi, la nutella. Potrebbe essere una buona strategia di abbattimento dei costi produrre e trasformare in un unico stabilimento. Ma la decisione, ovviamente, spetta all’azienda”.
La situazione del comparto agroalimentare è drammatica. “Nell’ultimo trimestre del 2012 hanno chiuso più di 500 aziende viterbesi. Nel settore alimentare è crisi nera. Le aziende che lavorano con la grande distribuzione e confezionano i prodotti col codice a barre riescono ancora a sopravvivere. Quelle più piccole, invece, sono sul lastrico. Il mercato le strozza”. Colpa, per Tomarello, della mancanza di impianti di trasformazione in loco, che comportano un aggravio dei costi di trasferimento. Un esempio su tutti, i pomodori. “Portarli in Campania o addirittura in Puglia per la lavorazione fa lievitare le spese di trasporto a carico dei produttori. Inevitabilmente, il prodotto diventa meno competitivo. Ecco perché è importante che le imprese di lavorazione si trovino laddove si produce: perché si abbassano i costi”.
Se Ferrero applicasse questa logica, la nutella made in Tuscia diventerebbe il motore della nocciolicoltura dei Cimini. Con un effetto traino su tutto il settore. “Parliamo dell’azienda che ha esportato di più in assoluto – conclude Tomarello -. Ferrero è un valore aggiunto. Un colosso che, come si muove, produce benessere. In un territorio come il nostro, pieno di potenzialità, ma anche di aziende che chiudono e di cassa integrazione, gli investimenti di un gigante come questo sarebbero una luce“.
