- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“La tecnocrazia ha ucciso le imprese”

Condividi la notizia:

Stefano Signori, presidente della Confartigianato

Stefano Signori, presidente di Confartigianato

– “La tecnocrazia ha ucciso le imprese”.

Stefano Signori, presidente di Confartigianato, nel tracciare un bilancio del 2012 non perde occasione per criticare pesantemente le decisioni del governo Monti, grande protagonista di quest’anno.

“Eravamo partiti con positività e fiducia – spiega Signori – aspettandoci che il lavoro dell’esecutivo tecnico segnasse quell’inversione di marcia necessaria per la ripresa dell’economia o, almeno, per un miglioramento graduale che ci allontanasse dalla congiuntura negativa in cui stagnavamo già da troppo tempo. Tutto questo non si è verificato. Le risposte che cercavamo non sono arrivate”.

Le difficoltà, secondo Signori, sono aumentate invece di diminuire.

“Sappiamo benissimo che è importante far quadrare i conti dello stato e che è necessario prestare attenzione alle borse europee perché hanno una ricaduta diretta sui mercati locali – continua – ma questo non può bastarci. Finché non si darà ossigeno alle imprese e non si favorirà l’accesso al credito non vedremo mai spiragli di crescita”.

Per le imprese del Viterberse la situazione non è affatto rosea.

“Le difficoltà sono molte – aggiunge –. La Tuscia, poi, paga anche molto il suo essere subalterna al mercato romano. Sopravvivere non è facile. Non dimentichiamoci che dietro alle imprese, soprattutto quelle piccole del nostro territorio, ci sono le famiglie, e uccidere un’impresa equivale a uccidere una famiglia”.

Ed è proprio al fianco delle imprese che invece lavorano le associazioni di categoria come Confartigianato, tentando il tutto per tutto per evitare il tracollo.

“Cerchiamo di metterci a diposizione in ogni modo – continua Signori -. Innanzi tutto provando a far ottenere prestiti attraverso i confidi. Abbiamo bussato porta per porta per proporre linee guida e proposte di mutuo convenzionati che riuscissero a dare un po’ di tempo e un po’ di respiro alle imprese. Ma anche questo non è abbastanza. Come ho già detto dietro le imprese ci sono le famiglie”.

Confartigianato si è mosso quindi anche in una direzione più “sociale”.

“Abbiamo promosso incontri e studi sulla genitorialità o sui problemi degli anziani, come l’Alzheimer. Il nostro spirito è quello di prendere per mano l’artigiano e il piccolo imprenditore dalla nascita della sua attività e quindi della sua vita sociale fino alla sua “morte”, seguendo tutto il percorso”.

Ai problemi economici derivati dalla crisi si sono poi aggiunti anche i danni ambientali che hanno flagellato la Tuscia negli ultimi mesi.

“Dopo la straordinaria nevicata di febbraio – prosegue – a novembre è arrivata l’alluvione. Per i pescatori del litorale e le attività di quella zona è stato il colpo di grazia. Anche in questo caso ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo trovato una mediazione con le banche per destinare 500mila euro proprio ai pescatori. Un piccolo passo che è stato indispensabile”.

E dopo un anno così negativo non resta che riporre le speranze per una ripresa in quello che deve iniziare.

“Sono fiducioso nel 2013 se non altro perché ci saranno le elezioni politiche – continua -. Questo paese ha bisogno di una svolta e ha bisogno soprattutto di una classe politica che dialoghi con il mondo produttivo. Il governo tecnico, che è andato al potere con l’obiettivo di salvarci, non ha fatto altro che dare i numeri, ha ucciso le imprese e pensato troppo a Basilea. La tecnocrazia, mi spiace dirlo, non è stata affatto sinonimo di democrazia né tantomeno di sviluppo”.

Il Monti-bis, per Signori, è da escludere nella maniera più totale.

“C’è bisogno di un governo economico – conclude -. Un governo che ascolti le nostre esigenze e che ci renda partecipi delle sue decisioni. Monti e i suoi hanno parlato tanto e concretizzato poco. Ci hanno invitato ai tavoli istituzionali, ma poi non ci hanno dato la possibilità di cambiare e di intervenire. Finché si pensa solo al bilancio dello stato la sanità va allo sbando, gli incentivi per la crescita non ci sono, l’accesso al credito è inesistente. Così, lo ripeto, si uccidono le imprese”.

Francesca Buzzi


Condividi la notizia: