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La tesi di dottorato di Antonello Ricci in un libro

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Antonello Ricci

La tesi di dottorato di Antonello Ricci diventa un libro.

Quattro anni di lavoro in un volume, “La scrittura di viaggio di Marianna Dionigi”, edito da Sette città. Sarà presentato giovedì 31 gennaio alle 16,30 all’Istituto nazionale degli studi di Roma. Presenzierà un parterre di tutto rispetto: Vincenzo De Caprio, uno dei massimi esperti di letteratura di viaggio in Italia e della cultura romana tra fine Settecento e inizi ottocento; Letizia Lanzetta, direttrice dell’Istituto di Studi Romani nonché storica dell’arte; Daniele Baldassarre, architetto ciociaro, erudito come pochi altri sulle questioni di mura megalitiche.

Un volume che promette sorprese: Italia napoleonica, anzitutto; Ciociaria invece di Tuscia; Pelasgi al posto degli Etruschi. Un testo che è un crocevia interdisciplinare.Tema principale l’archeologia preromana. Ma anche tanta tanta pittura di paesaggio. E soprattutto: infinite-intriganti “bagattelle” odeporiche e letterarie.


Chi è Marianna Dionigi

Marianna Dionigi (1757-1826) fu pittrice di paesaggi, archeologa, animatrice culturale nonché apprezzata scrittrice di viaggio. Pubblicò due libri che le diedero ai suoi tempi una certa fama: un opuscolo di Precetti sulla pittura de’ paesi (1816) e i Viaggi in alcune città del Lazio che diconsi fondate dal re Saturno (1809-1812).
Le conversazioni che si tenevano nel suo salotto romano furono frequentate da antiquari e archeologi, poeti, artisti, personaggi di un’epoca a cavaliere tra istanze neoclassiciste e nuova sensibilità romantica: da Monti a Leopardi, passando per Shelley Visconti Canova.
Alla complessità dell’eclettico profilo intellettuale della Dionigi però, non hanno saputo tener fede i pochi studiosi che se ne sono in seguito occupati. La loro azione risulta infatti puntualmente improntata al principio della reductio ad unum: gli archeologi hanno indagato la sola Dionigi archeologa e antiquaria; gli storici dell’arte la Dionigi artista.
La presente pubblicazione riprende e sviluppa il lavoro di tesi per un dottorato di ricerca in Storia e cultura del viaggio e dell’odeporica nell’età moderna svolto dal sottoscritto nel triennio 2007-2008/2009-2010 (XXIII ciclo) presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi della Tuscia (coordinatore Gaetano Platania, tutor Vincenzo De Caprio). Vi si tenta per la prima volta di restituire un ritratto complessivo della Dionigi, concentrando l’attenzione sull’elemento finora più trascurato della sua opera: la scrittura (particolarmente quella odeporica).
La ricerca ha portato in luce non solo un uso consapevole e letterariamente impegnato della scrittura da parte dell’autrice, ma anche il costante imporsi della sua pagina quale camera iperbarica tra diverse auto-rappresentazioni identitarie spesso in “frizione” tra loro.
Il lavoro si articola in quattro capitoli.
Nel capitolo primo si traccia una biografia “ragionata” della Dionigi: viene mantenuta una impostazione cronologica della narrazione ma i materiali sono organizzati per temi allo scopo di sottrarre quanto più possibile l’indagine a tentazioni agiografiche.
Il capitolo secondo è dedicato alla Dionigi artista e teorica della pittura di paesaggio. Da un lato emerge un vero e proprio “salto quantico” nel suo percorso creativo, segnato dall’esperienza dei disegni per le illustrazioni dei Viaggi; dall’altro un sorprendente reimpiego pittorico della parola letteraria quale forma compensativa e vicaria della pittura stessa.
Con il capitolo terzo si è inteso raccontare la Dionigi archeologa, rileggerne il contributo al dibattito archeologico dell’epoca secondo un paradigma peculiarmente odeporico-letterario: senza cadere insomma nelle insidie di una primazia acriticamente riconosciuta ai contenuti in quanto tali e in una riduzione sub specie archeologica dei Viaggi.
Il capitolo quarto, infine, è dedicato ai Viaggi considerati sotto il profilo squisitamente odeporico-letterario.


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