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Lo acceca con un pugno in un occhio, condannato

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

“E’ inaccettabile che un uomo vada a vedere una partita e si ritrovi senza un occhio”.

L’avvocato Franco Taurchini calca la mano. Nella sua appassionata arringa ha parole durissime per il tifoso accusato di aver accecato con un pugno uno spettatore della partita Monterosi -San Pio X.

La squadra civitavecchiese giocava in trasferta, sul campo del Monterosi. Era il 15 aprile 2007. I tafferugli sulle gradinate fiscono in tragedia: un uomo cade a terra con l’occhio sinistro sanguinante. Da quell’occhio perderà per sempre la vista.

Era l’allenatore della squadra di pallavolo del Monterosi. Persona pacifica, per l’avvocato Taurchini. Ma soprattutto sfortunata.

“Era lì per caso – spiega il legale che lo assiste come parte civile -. Era arrivato negli ultimi minuti di gioco. Appena in tempo per vedere l’imputato che schiaffeggiava suo figlio e gli gli rompeva la felpa. La sua unica colpa è stata quella di andare a difenderlo. Ma quale padre non l’avrebbe fatto?”.

Per la difesa, in realtà, l’allenatore di pallavolo fece ben più che difendere il figlio. “I testimoni raccontano che sfotteva la squadra avversaria – sottolinea l’avvocato Pietro Messina -. Provocazioni che andavano a gettare benzina sul fuoco, in un clima di tensione come quello”.

La parte civile parla di un anello appuntito con cui l’uomo sarebbe stato colpito. Quell’anello, però, non è mai stato trovato. Per il perito, la lesione era perfettamente compatibile con un normale pugno. Ma Taurchini dissente. “Quale normale pugno ha la potenza di far esplodere il bulbo oculare com’è successo a quest’uomo?”. Per Taurchini, l’imputato è “aggressivo e pericoloso”. Per la difesa, invece, è soltanto “un capro espiatorio, usato per trovare un colpevole difficilmente individuabile in quella mischia di persone”.

La scena descritta è diametralmente opposta. Mentre la parte civile sostiene che l’uomo sia stato accecato dal pugno dell’imputato, la difesa dà la colpa al parapiglia generale della zuffa. Anche perché, secondo Messina, “l’uomo si difese rispondendo al pugno”.

Il pm Fabrizio Tucci ha chiesto una condanna a tre anni. La parte civile un risarcimento di 107mila euro, con una provvisionale da 50mila. La difesa, l’assoluzione con formula piena.

La sentenza è arrivata dopo un’ora di camera di consiglio: otto mesi e provvisionale da 50mila euro. Ma per l’avvocato Messina non è finita: “Faremo appello dopo aver letto le motivazioni”.

Pienamente soddisfatto Taurchini. Un po’ meno il suo cliente: “Io ho perso un occhio e un’altra persona è stata condannata. Purtroppo c’è poco da gioire”.

Stefania Moretti


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