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“Me ne vado dall’Idv, troppe incoerenze”

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Raffaele Saladino

– “E’ un partito che dice una cosa e ne fa un’altra, me ne vado”.

Il consigliere provinciale Raffaele Saladino riassume così, in una battuta, la sua decisione di lasciare l’Idv. Decisione che questa mattina presenterà ufficialmente al presidente Marcello Meroi in consiglio.

“Me ne vado con rammarico – spiega Saladino – ma non ho alcuna intenzione di tornare indietro, almeno per adesso. La mia esperienza politica è iniziata con l’Idv. Non avevo mai aderito ad altri partiti in precedenza e, ad oggi, non ho in mente di entrare in altri movimenti politici. Ma ribadisco che è giunta l’ora di andarmene dall’Idv”.

Tanti i motivi che lo hanno spinto a maturare questa scelta. “La cosa di cui mi sono reso conto in particolare – continua Saladino – è che l’Idv è un partito che dice una cosa e ne fa un’altra. C’è troppa differenza tra cioè che i suoi esponenti e la dirigenza dicono ai cittadini e agli elettori e quello che invece poi, nella realtà, fanno”.

Atteggiamenti che, secondo il consigliere provinciale, sono “antichi”, oltre che poco corretti. “Sembra di esser tornati alla prima o alla seconda Repubblica – aggiunge -. L’Idv è pieno di correnti e correntine che, sebbene possono essere legittime, a me non piacciono proprio. Per non parlare poi dell’etica morale e dei valori di cui si fregia, ma che poi non mette in pratica”.

Chiaro il riferimento alla vicenda del coordinatore regionale Vincenzo Maruccio. “Quando scoppiò quel caso e Maruccio venne arrestato – dice ancora Saladino – mi aspettavo dei cambiamenti. Come minimo un intervento deciso del leader Antonio Di Pietro. E invece? All’interno del partito non se n’è proprio parlato. Alcuni se ne sono andati, ma per chi è rimasto nulla è cambiato”.

Quanto al suo futuro, Saladino per ora pensa solo a quello prossimo. “Non voglio guardare troppo in avanti per ora anche perché davvero non saprei cosa dire – conclude -. Per adesso continuerò a svolgere il mio ruolo di consigliere provinciale occupandomi dei temi che da sempre ho a cuore come l’ambiente, l’acqua e le piccole e medie imprese. Poi più in là si vedrà.

Del resto in questo clima di campagna elettorale credo che si possa fare poco e niente. Aspetterò che le acque si calmino e poi, se ci sarà l’occasione, aderirò al movimento che meglio mi rappresenterà”.

Francesca Buzzi


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