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– Non hanno l’acqua in casa, ma gli arriva la bolletta da pagare.
Sfiora il paradosso la situazione in cui versano un cittadino di Vetralla e la compagna. “Da tre mesi non gli scorre una goccia d’acqua in casa – spiega il loro avvocato Anna Camilli -. La Talete ha staccato il contatore perché l’appartamento era stato segnalato come disabitato. Ma loro, in quella casa, ci abitano eccome!”.
Pochi giorni fa, oltre al danno, anche la beffa della bolletta da pagare. “113 euro – continua l’avvocato -. Tra l’altro scadeva il 15 gennaio ed è arrivata il 17. Quando si dice l’efficienza”.
La coppia era in affitto, ma la padrona di casa ha chiesto lo sfratto per morosità. Ed è qui che, secondo il legale, cominciano i problemi. “La Talete – afferma l’avvocato Camilli – ha staccato il contatore su indicazione della proprietaria dell’appartamento, che diceva che era disabitato. Mi è stato detto quando io stessa mi sono recata alla sede della società per segnalare il problema. E’ vero che c’è un’istanza di sfratto. Ma è anche vero che non è esecutivo. L’udienza è fissata a marzo. Il giudice deve ancora pronunciarsi”.
Per la coppia, l’unico modo di vedersi riallacciare l’acqua sarebbe un contratto di locazione provvisorio. Basterebbe una dichiarazione autenticata del sindaco. Ma non c’è verso di ottenere una convocazione. “Per un motivo o per l’altro i miei clienti non riescono a parlare col primo cittadino. Di conseguenza, non hanno alcuna possibilità neppure di ottenere il contratto provvisorio. Sono già più di tre mesi che vivono con tutti i disagi collegati alla mancanza di acqua. Se neanche il sindaco ci ascolta, a chi ci dobbiamo rivolgere?”.
