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Nove candidati, cinque eleggibili

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Mazzoli, Fioroni, Egidi e Ferranti

Mazzoli, Fioroni, Egidi e Ferranti

Alessandra Terrosi

Alessandra Terrosi

Donatella Ferranti

Donatella Ferranti

Angelelli, Dottarelli, Ranucci

Angelelli, Dottarelli, Ranucci

Daniela Bizzarri

<p>Daniela Bizzarri</p>

– Nove candidati in Parlamento, cinque uomini e quattro donne, di cui cinque in posizione eleggibile, tre uomini e due donne (fotocronaca).

E’ la squadra viterbese del Partito democratico che si presenta agli elettori. “Una squadra – dice Alessandro Mazzoli, candidato alla Camera – che fa parte di un partito vero e non una finzione propagandistica”.

Una delegazione mai vista prima, per il segretario provinciale Andrea Egidi. Oltre a Mazzoli, Alessandra Terrosi, Donatella Ferranti, Giuseppe Fioroni e Ugo Sposetti, il quintetto di eleggibili cui si aggiungono Serenella Ranucci, Daniela Bizzarri, Alessandro Angelelli e Luciano Dottarelli (Senato).

Alla sede Pd oggi c’erano tutti tranne Sposetti, impossibilitato per ragioni personali.

E se Donatella Ferranti dopo cinque anni in Parlamento si prepara al secondo mandato con rinnovata consapevolezza e responsabilità essendo capolista alla Camera, per Alessandra Terrosi sarebbe la prima volta e mette al centro il lavoro e la sanità. Basta piagnistei su soldi che non arrivano, invece, per Giuseppe Fioroni.

“Va individuata una rotta – spiega l’ex ministro – e capire come andarci e dove, senza continuare a criticare modelli ieri non avendo idea di cosa fare oggi, come vedo che avviene in Comune e Provincia”.

La Tuscia, terra di mezzo. “Siamo tra due mari – osserva Fioroni – e questo non deve essere una servitù, ma occasione di crescita. Il porto di Civitavecchia è il primo punto fondamentale, perché dobbiamo guardare a chi produce attorno a noi, visto che quello che dovevamo produrre noi ce lo siamo bruciato. Ecco perché diventa fondamentale la Trasversale e per completarla sarà il caso di pensare a qualche centinaio di metri in meno in galleria, in un percorso più compatibile per arrivare al completamento.

Così il centro merci di Orte, oggi solo un grande parcheggio e non so nemmeno chi ci parcheggia, diventerebbe uno snodo cruciale dove circolano merci.

Ma la trasversale metterebbe in moto anche turisti e quindi occupazione”. Ma un porto commerciale ha pure bisogno di uno scalo aeroportuale nei paraggi. “A Viterbo il progetto è stato ucciso, forse si dovrebbe pensare a un’alternativa”.

Che Fioroni non dice, ma che ha già detto in passato, Tarquinia.

Giuseppe Ferlicca


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