– Salta di nuovo l’udienza preliminare per la rapina in casa Zappa.
Ieri mattina il gup di Viterbo Salvatore Fanti ha rinviato a martedì prossimo, su richiesta di un avvocato, assente per malattia.
Per i quattro giovani romeni accusati di aver rapinato e massacrato l’82enne Ausonio Zappa non è ancora arrivato l’epilogo in tribunale.
Requisitoria del pm Paola Conti e arringhe dei difensori slittano di qualche giorno. A meno che le difese non abbiano ulteriori questioni preliminari da avanzare.
Su quella sollevata alla scorsa udienza dall’avvocato Marco Russo, il gup si dovrebbe pronunciare martedì. Il difensore ha fatto leva sullo scarto tra accusa e condanna: al suo assistito, il 20enne Alexandru Trifan Petrica, viene contestata una responsabilità colposa, ma potrebbe essere condannato per omicidio volontario. Anche se non fu lui a colpire il professore 82enne, la notte della rapina, ma i suoi amici Adrian Nicusor Saracil e Cosmin Oprea. Gli unici entrati nella villetta, mentre Trifan e il fratello di Cosmin, Daniel, facevano da palo in macchina.
L’82enne fondatore dell’Accademia di belle arti di Milano e Viterbo fu svegliato da rumori sospetti. Sorprese i due giovani rapinatori in casa, che lo avrebbero pestato di botte fino a ridurlo in fin di vita. Per l’accusa, Saracil e Oprea si sarebbero serviti di un tubo di ferro per picchiare l’anziano. Ma i due hanno sempre negato, ammettendo solo calci e pugni.
Succedeva la notte del 28 marzo 2012 nella villetta di Zappa, in strada Romana a Bagnaia.
Arrestati subito, i quattro erano inizialmente accusati di rapina. Zappa, arrivato in coma a Belcolle, morì dieci giorni dopo la violenta incursione nella sua casa. La posizione dei quattro si aggravò e all’accusa di rapina si aggiunse quella di omicidio volontario.




