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Pannella senatore a vita? Perfino Fioroni è d’accordo

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Marco Pannella

– Può accadere in questo paese che un galantuomo diventi senatore a vita? Può accadere che un liberale autentico abbia un riconoscimento dallo stato italiano dopo anni di battaglie sui diritti civili e non solo?

La lettera di Fausto Bertinotti al presidente Giorgio Napolitano chiede che Marco Pannella, che è in sciopero della fame e sete per l’amnistia contro l’illegalità di questo stato per quanto concerne le carceri italiane, venga nominato senatore a vita.

“Ella – scrive a Napolitano l’ex-presidente della camera – non può, forse, risolvere il problema delle carceri, ma può dire, nella forma più solenne, che Marco Pannella interpreta il senso più profondo di questo impegno. Quel seggio vuoto, lasciato da Rita Levi Montalcini, lei, signor presidente, lo riempia di una grande passione civile, della testimonianza di una storia che parla la lingua di un futuro che tutti vorremmo abitare: nomini Marco Pannella senatore a vita”.

Una lettera da brivido… per chi sa che cosa ha rappresentato e rappresenta Pannella per questo paese. E forse questa volta il buon Napolitano potrebbe fare la cosa giusta, dopo aver scorrazzato fuori dalla Costituzione per troppo tempo. Potrebbe nominare senatore a vita uno dei pochi veri custodi della carta fondamentale: Pannella appunto.

E questa volta è addirittura d’accordo un pretonsolo come Fioroni sulla nomina.“Pannella negli ultimi cinquanta anni ha rappresentato nel paese la battaglia per i diritti civili – ha dichiarato Giuseppe Fioroni, leader dell’area popolare del Pd, all’Huffington Post –. Non condivido molte delle cose che dice, ma per lo stile e l’onestà intellettuale merita grande rispetto e attenzione”.

E se è d’accordo Fioroni vuol dire che pure qualche cardinale lo sarà… e allora stavolta forse anche Napolitano sarà più tranquillo nel prendere la decisione giusta. C’è la benedizione del Vaticano…

Spectator


La lettera di Bertinotti a Napolitano

Caro Presidente,
mi piacerebbe saper iniziare con la stessa intensità e leggerezza di Boris Vian. Ricorda? “In piena facoltà, egregio Presidente, le scrivo la presente che spero leggerà”. Ma non ho la drammaticità di chi interpreta il disertore, ne la nascosta sicurezza di chi sa che la missiva arriverà a destinazione per la forza dell’atto a cui si accompagna. Eppure, la preghiera che Le rivolgo vorrebbe averne l’intensità.

L’Italia ha perduto una personalità che l’ha interpretata nella sua anima più preziosa, scientifica, culturale e civile insieme, ha perso Rita Levi Montalcini. Era Senatrice della Repubblica, Senatrice a vita. Il nostro Senato ha, ora, un vuoto.
Ella, nel suo ultimo, solenne discorso di fine anno agli italiani, ha parlato di una delle tragedie del nostro paese, quella delle carceri: la vita inumana dei carcerati e delle persone che ne hanno cura; lo stato di intollerabile illegalità che le avvolge.

Non posso che fare fede all’autenticità della Sua denuncia, alla Sua partecipazione al dolore umano e alla denuncia della sistematica violenza che la Repubblica continua a perpetrare contro le persone e contro le sue stesse istituzioni.
Signor Presidente, mi lasci dire che non c’è alcuna innocenza invocabile a questo proposito. Siamo tutti colpevoli. Tutti tranne qualcuno.

Tra questi qualcuno c’è sicuramente Marco Pannella. Da tempo, Pannella mette in gioco il proprio corpo per salvare, con la vita delle persone in carcere, l’onore della Repubblica. Sarebbe di cattivo gusto parlare della vita di questo cittadino della Repubblica, Lei la conosce bene. Piuttosto vorrei rispettosamente chiederLe di fare quello che Ella può per concorrere, con la Sua autorità, all’impresa in cui Pannella è impegnato per salvare l’onore della Repubblica.

Ella non può, forse, risolvere il problema delle carceri, ma può dire, nella forma più solenne, che Marco Pannella interpreta il senso più profondo di questo impegno. Quel seggio vuoto, lasciato da Rita Levi Montalcini, Lei, signor Presidente, lo riempia di una grande passione civile, della testimonianza di una storia che parla la lingua di un futuro che tutti vorremmo abitare: nomini Marco Pannella Senatore a vita.

Buon anno, Presidente.

Fausto Bertinotti



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