![]() Porta Romana a Viterbo |
Riceviamo e pubblichiamo – Mentre la situazione di inciviltà e di incuria rimane sulle plance elettorali, a sottolineare il fatto che esistono aree di impunità per i prepotenti e leggi diverse e restrittive per chi chiede più attenzione e legalità, sulle pagine dei media tornano gli appelli a considerare quei sostanziali “dettagli” che fanno di una città un luogo accessibile, dove i diritti sono il punto di riferimento di una amministrazione.
Non vogliamo rendere i cittadini e le varie categorie meno responsabili delle mille disattenzioni nei confronti delle categorie più fragili (anziani e bambini), ma una comunità deve darsi una sintesi politica che diviene punto di riferimento culturale e bussola per i provvedimenti strutturali.
Torniamo a puntare l’obiettivo sulla necessità di una crescita culturale. In questo caso il punto di rottura è costituito dalla situazione di Porta Romana e degli scalini adiacenti, il cui accesso è impossibile per le carrozzine, diversamente abili o mamme che siano.
Appare evidente la difficoltà dei pedoni nell’incrociare le auto che sovente devono frenare bruscamente all’apparire di persone incuranti del vicino passaggio ma allo stesso tempo lo stesso avviene per chi questa alternativa necessaria e opportuna non l’ha.
Non è neanche difficile immaginare una soluzione, ma è proprio questo che rende questa situazione emblematica. Occorre un cambio di passo e un patto educativo nuovo. Un modo di curare le persone e la città diverso e politicamente trasversale.
Sel Viterbo
