![]() Miranda Perinelli, segretario provinciale Cgil |
– “Percentuali di cassa integrazione e disoccupazione tre le più alte della regione”. “Sanità pubblica e privata svuotate”. “Mercato immobiliare praticamente fermo”.
E’ questo, in breve, il quadro tracciato dal segretario provinciale della Cgil Miranda Perinelli. Senza un piano di sviluppo definito la Tuscia non riuscirà a uscire dalla crisi economica. Solo puntando su infrastrutture, turismo termale e sviluppo sostenibile per il segretario sarà possibile intravedere spiragli di luce.
“E’ stato un annus horibilis – esordisce la Perinelli -. E’ iniziato male e si è concluso anche peggio. Un anno che ha pesato molto sulle fasce più deboli della popolazione a causa di una politica non equilibrata, rispetto a quello che aveva dichiarato Mario Monti. Ci aspettavamo equità, rigore e crescita e invece non è stato così“.
L’esecutivo, per la Perinelli, non ha saputo investire correttamente. “Hanno colpito il settore della cultura. Alcuni atenei rischiano di chiudere perché ci saranno 400 milioni in meno di finanziamenti. Provvedimenti in controtendenza rispetto a quello che dovrebbe essere fatto. La ricerca, l’innovazione e la scuola sono necessarie allo sviluppo e all’occupazione”.
Oltre l’università, a rimetterci nello scorso anno, è stata la sanità. “C’è stato uno svuotamento sia nel settore pubblico che in quello provato con strutture a rischio chiusura. Penso, per esempio, a Villa Buon respiro. L’abbandono delle attività sarà un danno per i malati e le loro famiglie. Ci sono stati incontri con il prefetto e il direttore generale per trovare delle soluzioni. C’è molta attenzione soprattutto per i rischi. Dobbiamo evitare che la gente rinunci a curarsi. E’ un pericolo“.
Sono aumentati gli ammortizzatori sociali e la disoccupazione, specie quella giovanile che ha la percentuale più alta di tutta la regione. “A Viterbo la disoccupazione è all’11,2%, quella regionale all’8,9% e quella nazionale all’8,4%. Per quanto riguarda quella giovanile a Viterbo è il 43,4%, quella regionale al 33,7% e la nazionale al 29,6%”.
Alto il tasso di cassintegrati nel distretto industriale. “I lavoratori coinvolti sono 2026 di cui 766 sono in cassa integrazione ordinaria, 648 in straordinaria e 248 in deroga, 296 in mobilità e 93 con il contratto di solidarietà”.
L’edilizia, nel settore delle costruzioni, nel triennio 2009-13 ha registrato 2500 unità lavorative in meno. “Il mercato immobiliare è fermo – continua la Perinelli -. I giovani non riescono a comprare la casa, a parte perché non hanno lavoro, e poi perché hanno difficoltà ad accendere un mutuo. Le banche non li concedono facilmente e aumentano i requisiti per accedervi”.
Disastrosa anche la situazione dei pendolari. “I viaggiatori vivono quotidianamente un calvario, i ritardi sono infiniti e le condizioni di viaggio pessime perché probabilmente non vengono erogati soldi per fare pulizia e manutenzione”.
Le prospettive, per la Perinelli, non sono rosee. “Il governo continua a non fare gli investimenti giusti. Sono stati fatti dei passi avanti, come l’allentamento di 850 milioni del patto di stabilità per le pubbliche amministrazioni e la proroga per i 260mila precari italiani di cui il 40 per cento delle assunzioni saranno destinate a quelli con contratto a tempo determinato da tre mesi. Sono stati dati 750 milioni ai comuni e 150 milioni alle province. Un miliardo e 700mila euro per rifinanziare gli ammortizzatori sociali in deroga. Provvedimenti che comunque non sono sufficienti. Serve un impegno più incisivo“.
L’augurio per il segretario della Cgil è che il prossimo governo punti più sul lavoro e lo sviluppo. “La Cgil chiede da tempo di individuare un piano industriale per l’Italia. Le misure restrittive non sono efficaci se non sono accompagnate da un impegno per lo sviluppo e la crescita. Il debito pubblico infatti è aumentato. Il nuovo governo dovrà esserne consapevole”.
Serve un progetto anche per la Tuscia. Due le priorità. “Dobbiamo portare a termine la Trasversale e la Cassia. Lo sviluppo deve partire dalle infrastrutture”.
Oltre i collegamenti, per la Perinelli, è fondamentale puntare su alcuni settori. “Serve promuovere il turismo perché Viterbo ha una vocazione per le bellezze storiche, naturali e architettoniche. Non solo quello sociale, ma anche quello termale. Tutto invece è rimasto sulla carta. Con la trasformazione poi dei prodotti agricoli e di eccellenza, potremmo creare più occupazione. Auspicabile per il territorio è anche lo sviluppo sostenibile. L’ambiente deve essere messo al primo posto”.
L’augurio per la Perinelli è che questi progetti siano portati a termine. “Sono tutti libri dei sogni che spero però non rimangano tali. La crisi c’è e sicuramente si protrarrà ancora su tutti i settori produttivi. Forse potremmo aspettarci cose diverse a fine autunno, ma diverse dovranno anche essere le politiche del nuovo governo. Tagliare non è sinonimo di crescita”.
Paola Pierdomenico
