![]() Luigia Melaragni, segretaria provinciale Cna |
– “Un confronto per discutere come contenere la Tares, il nuovo tributo previsto dalle norme sul federalismo e introdotto dal decreto Salva Italia”.
Lo chiede ai sindaci Luigia Melaragni, segretaria della Cna di Viterbo e Civitavecchia, esprimendo preoccupazione per il profilarsi, a carico delle imprese, di un’altra batosta dopo l’Imu sugli immobili strumentali.
L’imposta sostituirà, da quest’anno, la vecchia Tarsu o la Tia e ingloberà i cosiddetti “servizi indivisibili” (come l’illuminazione pubblica e la manutenzione delle strade).
La Tares dovrà garantire l’intera copertura dei costi di gestione del ciclo dei rifiuti urbani e la partecipazione ai costi dei “servizi indivisibili”, con un importo base di 0,30 euro il metro quadrato, da calcolare sull’80 per cento delle superfici catastali degli immobili delle imprese e dei privati. Tali introiti andranno allo Stato, sotto forma di minori trasferimenti ai Comuni.
A questi ultimi potranno rimanere solo le somme derivanti dagli eventuali incrementi della tassa, consentiti, in ambito locale, fino a 0,10 euro il metro quadrato.
“Si stima un aggravio del costo superiore al 30 per cento, visto che dalle dichiarazioni di alcuni sindaci emerge l’orientamento ad applicare questo aumento. E’ uno scenario inaccettabile, soprattutto in una situazione economico-finanziaria sempre più critica”, sottolinea la segretaria della Cna.
“La pressione fiscale nel nostro Paese è tra le più alte al mondo: quella sui profitti delle imprese ha raggiunto, sommando tasse e contributi, il 68,5 per cento, secondo le recenti analisi della Banca mondiale. Un ulteriore appesantimento – prosegue Melaragni – rischia di compromettere la sopravvivenza di tante attività che già si trovano in enormi difficoltà. Le aziende non ce la fanno più, non si può chiedere loro l’impossibile”.
La Cna si aspetta che i sindaci rispondano all’appello e, prima di assumere qualsiasi decisione, aprano un confronto, per evitare nuove stangate alle imprese. “Auspichiamo – conclude la segretaria – che, per l’applicazione dei sistemi tariffari, si adottino scelte omogenee a livello territoriale, al fine di evitare sperequazioni”.
