(s.m.) – Frecce, balestre, un coltello e pistole giocattolo (fotocronaca*video).
Aveva un piccolo arsenale di armi il 36enne arrestato ieri per la tentata rapina a Grotte Santo Stefano.
L’uomo, F. P., nato a Roma ma residente nella frazione viterbese, era una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. I carabinieri della stazione locale lo hanno bloccato ieri sera. Un intervento lampo per una tentata rapina lampo: la barista ha azionato subito il sistema d’allarme. Tempo pochi minuti e i militari erano lì.
L’allarme è scattato alle 19,30. L’uomo, vestito con fuseaux e giubbotto grigi, aveva il viso coperto da berretto e scaldacollo. Le telecamere di sorveglianza del bar lo riprendono mentre si avvicina al bancone, consuma e consegna tre euro alla barista. “Probabilmente voleva farle aprire la cassa – spiega il maresciallo Marco Foti, comandante della stazione di Grotte Santo Stefano -. Ha ordinato alla barista di mettere i soldi in una busta, mostrandole la pistola. Ma lei ha reagito”.
Il suono dell’allarme lo ha messo in fuga, tra lo stupore dei clienti che hanno avuto appena il tempo di realizzare. La cassiera aveva già un’idea di chi potesse essere il rapinatore. Lo ha riconosciuto da un particolare decisivo: su una mano, aveva un tatuaggio con squame di drago. Rintracciato poco dopo, con l’aiuto dell’aliquota radiomobile di Viterbo, F. P. è finito in manette per tentata rapina.
Sotto sequestro, le armi trovate in casa: frecce, balestre, pistole giocattolo senza tappo rosso e un coltello. Si indaga per capire se F. P. sia l’autore di un’altra rapina a Roma, i primi di gennaio. Di certo, il 36enne ha precedenti per rapine in bar e supermercati.
Il gip Francesco Rigato ha convalidato l’arresto in mattinata. F. P. si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla difesa. L’uomo resta in carcere.





