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Appalti truccati, Marchini non risponde

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Fabrizio Marchini, ex sindaco di Graffignano

Domenico Chiavarino

Domenico Chiavarino

Ha scelto la linea del silenzio Fabrizio Marchini.

L’ex sindaco di Graffignano non ha voluto rispondere alle domande dei giudici, ieri pomeriggio, al processo sui due presunti appalti truccati per i lavori alla scuola Lo Gatto e per l’acquisto di due pick-up.

Per Marchini, già condannato a un anno e nove mesi, la vicenda è acqua passata. Il processo va avanti per l’imprenditore di Celleno Domenico Chiavarino, il titolare di una concessionaria di moto di Montefiascone Federico Mecali e il carrozziere Ilvio Boccio. Il primo è accusato di aver versato una tangente all’ex sindaco per vedersi assegnati i lavori alla scuola elementare. Gli altri due sono, invece, coinvolti nella presunta turbativa dell’altro appalto, per comprare i furgoncini della nettezza urbana.

Di Marchini e dei suoi frequentissimi contatti con Chiavarino, nell’estate del 2008, ha parlato il sovrintendente della forestale Paola Paglia. “Dalle intercettazioni – spiega in aula l’agente della forestale – risulta che il 18 luglio Chiavarino incarica la sua segretaria di prelevare 5mila euro. Lo stesso giorno, l’ex sindaco e l’imprenditore si danno un appuntamento-lampo di due minuti”. I contatti diminuiscono da settembre in poi. Con “Marchini che si lamenta perché pensa di aver ricevuto qualcosa in meno”.

Il resto dell’udienza si concentra sull’appalto dei pick-up. La prima gara, indetta nel 2008, va deserta. Mecali, riferisce l’altro agente del Nipaf Mary Susy Pinzi, alla fine non presenta più l’offerta. Ma all’ufficio protocollo risulta una sua registrazione, poi cancellata.

La seconda gara, nell’aprile 2009, se la aggiudica una concessionaria di Terni. Per i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci è pilotata a partire dagli inviti. Tra i testimoni citati ieri dall’accusa, anche tre titolari di rivendite di moto. Nessuno ha presentato offerte: il bando era diretto a concessionarie che vendevano veicoli a quattro ruote. Nessuna delle aziende invitate, a parte quella vincitrice, rispondevano ai requisiti.

Ascoltate anche due dipendenti dell’ufficio protocollo del Comune di Graffignano e un’impiegata dell’azienda informatica che ne gestisce il software.

La difesa di Chiavarino ha chiesto l’acquisizione dell’indice delle intercettazioni consultato dai forestali durante la testimonianza. Processo aggiornato a giugno.


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