– Per undici arrestati su tredici sarà giudizio immediato.
Evolve così “Genio e sregolatezza”. La maxi inchiesta sugli appalti truccati che ha fatto tremare l’imprenditoria viterbese approda in tribunale il 7 maggio. Ma non è questa la novità.
Che il gip Italo Ernesto Centaro avesse dato l’ok e fissato la data, era cosa nota. Quello che non si sapeva è che dal processo anticipato, senza udienza preliminare, restano fuori almeno in due: gli imprenditori Marcello Rossi e Stefano Nicolai.
I loro nomi non compaiono nell’elenco che apre il decreto di giudizio immediato. Segno evidente che, per loro, i pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma hanno fatto una scelta diversa. Salvo (improbabili) richieste di archiviazione, Rossi e Nicolai seguiranno la trafila classica: udienza preliminare, rinvio a giudizio, processo. Con loro, tutti gli indagati a piede libero che la procura deciderà di trascinare in tribunale. Sono cinquanta in totale, ma i magistrati prevedono già una valanga di archiviazioni.
Per gli altri undici sarà processo lampo. Nella lista ci sono i due funzionari del Genio civile Roberto Lanzi e Gabriela Annesi, il sindaco di Graffignano Adriano Santori, l’assessore Luciano Cardoni e gli imprenditori Roberto Tomassetti, Giuliano Bilancini, Angelo Anselmi, Fabrizio Giraldo, Luca Amedeo Girotti, Gianfranco e Daniela Chiavarino.
Le prossime due settimane saranno di riflessione. Gli interessati hanno quindici giorni di tempo dalla notifica del decreto per decidere se andare a giudizio immediato – e aspettare l’udienza di maggio – o chiedere rito abbreviato o patteggiamento. Quest’ultimo spiraglio potrebbe aprirsi soprattutto per gli indagati dimostratisi sin da subito più collaborativi coi pm, ma è ancora troppo presto per tirare le somme. Gli avvocati sono ancora alle prese coi conti.
Stefania Moretti
