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Attenzione alle bollette elettriche

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Riceviamo e pubblichiamo – Recentemente alcuni cittadini ci hanno mostrato le loro fatture elettriche riguardanti uno spazio temporale di più anni.

Dall’esame di questi documenti è venuto fuori che in diversi casi ci si è trovati di fronte ad aumenti di consumo difficilmente giustificabili.

In particolare in una fornitura elettrica a un magazzino dove c’è soltanto un surgelatore in funzione, si è trovato che i consumi in un anno sono aumentati addirittura di sette volte e, ovviamente, questi consumi risultavano “stimati”.

In altri casi le anomalie erano di diverso tipo, ma quello che si vuole consigliare è il corretto comportamento da tenere. Nella maggioranza dei casi colui che si ritiene danneggiato protesta per telefono contro la società fornitrice e poi cambia gestore.

Questo comportamento è sbagliato perché prima va contestata la fattura facendo in modo che sia corretta e solo dopo aver risolto il caso si può prendere in considerazione l’ipotesi di cambiare gestore. E’ evidente che si ha più ascolto quando si è “clienti” rispetto a quando non lo si è più.

D’altra parte lasciare senza contestazione la fattura “maggiorata” vuol dire doverla pagare in seguito aumentata della mora e dei diritti di riscossione. Questo atteggiamento in realtà avvantaggia la società che ha richiesto arbitrariamente l’aumento consentendogli il maggior vantaggio.

Questo consiglio è tanto più da tenere a mente ora che l’autorità per l’energia elettrica (Aeeg) sta indagando per verificare se effettivamente le società venditrici di energia elettrica abbiano aumentato arbitrariamente le fatture degli utenti data l’imminente entrata in vigore della Tobin tax.

Quindi di fronte ad una fattura con un consumo e, di conseguenza, di un importo “esagerato” è necessario contestarla scrivendo una raccomandata andata e ritorno alla società prima della scadenza della bolletta e poi è utile rivolgersi ad una associazione dei consumatori portando le vecchie fatture in modo che sia possibile la comparazione con il “consumo storico”.

Giulio Signorelli
Delegato Aduc di Viterbo


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