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Riceviamo e pubblichiamo – Nonostante il freddo e le temperature polari, Ronciglione non ha esitato a regalare a tutti gli intervenuti all’ultimo corso di gala uno spettacolo a dir poco sorprendente (gallery).
Come tradizione hanno fatto da padrone di casa le bellissime e coloratissime mascherate realizzate dalle ormai storiche sarte ronciglionesi, che tutto l’anno studiano modelli e tagli ricercatissimi e coloratissimi.
Un corso che, nonostante la crisi, ha mantenuto numeri ed entusiasmo tipici della tradizione di Ronciglione. Splendida attrazione anche i quattro grandi carri allegorici. Secondo la nuova proloco formatasi quest’anno, erano più di quindici anni che la cittadina non ospitava dei capolavori di cartapesta così imponenti e suggestivi.
La preparazione di questi carri allegorici è stata affidata, per un carro, all’ormai veterano maestro Rinaldo Capaldi, che ha presentato un carro dedicato all’antico Egitto, con mummie sfingi e un grandissimo sarcofago raffigurante Tutankhamon; per due carri, al poliedrico artista romano Luca Cristofori che ha lasciato letteralmente tutti senza fiato grazie alle sue imponenti costruzioni totalmente motorizzate e con tanto di performance coreografiche.
L’artista ha dedicato un carro al cielo, dal titolo “Carnevale fra le nuvole”, immaginando cosa succederebbe se il carnevale fosse festeggiato tra le nuvole: pagliacci, giullari e mongolfiere prendono il volo e lasciano al pubblico quell’allegria e quei colori tipici del carnevale italiano. L’altro carro invece totalmente diverso come stile e argomentazione è stato dedicato dall’artista al mondo fantastico della notte e prende il titolo da una poesia, da lui scritta in uno dei suoi viaggi Roma-Ronciglione per la costruzione dello stesso, che recita così : “Fantasmi, lupi mannari e spettri della notte, vegliate sulla pozione magica del divertimento, che la magia del Carnevale abbia inizio…”, il tutto contornato da performance coreografiche e costumi scenici di tipo teatrale-sperimentale, realizzati con reti di ferro e materiali decontestualizzati.
Chiude la sfilata un ultimo carro raffigurante un’enorme barca vichinga, realizzata dal gruppo “avvoltoi”, anch’essi veterani con carri e maschere del carnevale storico della Tuscia.
Elda Pizzi


