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Riceviamo e pubblichiamo – Ora basta strumentalizzazioni e propaganda elettorale sulla questione arsenico.
Per noi, come abbiamo dimostrato finora, con i fatti, la salute dei cittadini è al di sopra di ogni altra considerazione. Disprezziamo qualunque speculazione elettorale realizzata a loro spese e reagiremo a tutte le strumentalizzazioni da qualunque parte esse vengano.
Così il sindaco interviene dopo le interrogazioni sull’emergenza arsenico emerse durante il consiglio comunale del 4 febbraio scorso. Per fare chiarezza e puntualizzare le soluzioni messe in campo dall’amministrazione comunale a tutela della salute dei cittadini.
La messa in funzione dell’impianto di potabilizzazione dovrebbe avvenire entro l’estate, e dipenderà, soprattutto da come la Regione Lazio farà fronte agli impegni presi. L’ubicazione del potabilizzatore è stata scelta con l’obiettivo di ottenere la maggior quantità di acqua potabile al minor costo possibile. Confidiamo di dare soluzione, a breve, non soltanto al problema dell’arsenico ma anche a quello dei fluoruri e dell’intorbidamento delle acque della Botte.
Intanto il punto di distribuzione alternativo di acqua potabile, a costo zero per gli utenti (molti altri Comuni la fanno pagare), secondo quanto dichiarato dalla ditta fornitrice, è sufficiente ad una popolazione di circa duemila abitanti. Questa amministrazione, inoltre, qualora fosse riconosciuto agli utenti il diritto giuridico al dimezzamento della tariffa dell’acqua, non si tirerà certo indietro.
E, proprio in merito al dimezzamento delle bollette, è stato sottolineato che gli utenti Farnesani pagano una tariffa dell’acqua (0,25 euro) che è un quarto di quanto paga chi è dentro Talete (1,07 euro), pur considerato che tale tariffa è appena sufficiente a coprire i consumi di energia elettrica delle stazioni di pompaggio.
La non potabilità dell’acqua è scaturita, non da un peggioramento della sua qualità, ma dal cambiamento della normativa, quando, nel 2001 una nuova legge diminuì la concentrazione dell’arsenico da 50 a 10 microgrammi per litro, e lasciò quella del fluoruro a 1,5 microgrammi per litro, concedendo tempo, fino a dicembre 2008, per portarli a questi valori, adeguando gli impianti o cercando nuove sorgenti.
L’arsenico a Farnese, causa la sua conformazione vulcanica c’è sempre stato e nel 2005, dal sindaco di allora, fu fatta la prima ordinanza di non potabilità dell’acqua, peraltro mai revocata proprio a causa del continuo superamento di questo valore. In quella stessa ordinanza prometteva di attivarsi per la dearsenificazione dell’acqua. Ma fino alla fine del suo mandato (giugno 2009) non ha mai fatto alcunché, né ha mai diminuito il costo delle bollette anzi a onor del vero le ha aumentate.
Alessandro Santi
Sindaco di Farnese
