– Macchina del fango, interrogatorio fiume per Roberto Ottaviani.
Il direttore generale dell’assessorato regionale all’Agricoltura è comparso, ieri mattina, negli uffici della procura viterbese.
Ottaviani risulta tra la decina di indagati dell’inchiesta sulla macchina del fango. La stessa che coinvolge, tra gli altri, l’ex assessore regionale Angela Birindelli, il giornalista Paolo Gianlorenzo e il sindaco di Viterbo Giulio Marini.
I filoni sono tanti e vari. Dalla presunta campagna stampa a pagamento contro il nemico della Birindelli Francesco Battistoni, fino all’organizzazione dello stand Lazio al Vinitaly, passando per la gestione di risorse come i cento milioni di fondi del Piano di sviluppo rurale, da ripartire tra le aziende agricole.
La notizia dell’iscrizione di dirigenti regionali nel registro degli indagati circola dall’estate scorsa. Gli agenti della polstrada, delegati dal pm Massimiliano Siddi, si presentarono in Regione a luglio, con un decreto di sequestro che valeva come un avviso di garanzia per i diretti interessati. L’ipotesi di reato era abuso d’ufficio.
In qualità di direttore generale dell’assessorato, Ottaviani potrebbe aver firmato molte di quelle carte acquisite dagli investigatori. Tra queste, forse, anche la delibera che impegnava l’assessorato a stanziare 18mila euro in favore del quotidiano all’epoca diretto da Gianlorenzo. Pubblicità, dicono gli indagati. Ma il pm Siddi vede in quella somma il prezzo della corruzione contestata tanto alla Birindelli quanto a Gianlorenzo. La contropartita alle presunte manganellate mediatiche sugli avversari dell’assessora.
Di quella sterminata mole di carte sequestrate e che lo riguardano, Ottaviani ha parlato per ore. Entrato in procura alle 9,30 ne è uscito solo poco prima delle 16. Al suo lungo interrogatorio potrebbero seguirne altri, nei prossimi giorni.

