Riceviamo e pubblichiamo – Ancora un gesto vandalico alla necropoli rupestre di Castel D’Asso.
Ignoti, muniti di mezzi meccanici particolarmente potenti, sono riusciti a sollevare il pesante cancello di ferro posto al suo ingresso dall’Associazione Archeotuscia, facendolo uscire dalla sua sede.
Non è il primo atto vandalico che si verifica nel sito da quando Archeotuscia lo ha riqualificato e protetto, con la costruzione di un muro dotato di cancello scorrevole di apertura.
In precedenza l’associazione aveva già denunciato la manomissione del lucchetto di chiusura, il furto di due recipienti per la spazzatura, posizionati nel piazzale, e anche il danneggiamento del cartello turistico esplicativo che era stato posto all’ingresso della “Tomba Orioli”.
Non si riesce a comprendere un simile atteggiamento distruttivo nei confronti del nostro importantissimo patrimonio archeologico e s’invitano i soci e gli amici, qualora abbiamo delle idee in proposito, a comunicarcele che le faremo conoscere alla questura e ai carabinieri, dove abbiamo dovuto fare ancora una volta, apposita denuncia di danneggiamento.
Per quanto precede, in attesa che la ditta che ha realizzato il cancello possa sistemare il danno, s’invitano tutti a non andare a Castel D’Asso, in quanto ci potrebbero essere pericoli per la stabilità dello stesso.
Non riusciamo a capire chi possa essere infastidito dalla presenza di un cancello. Forse il luogo è usato nottetempo per “riti” o “riunioni”, per cui la presenza anche di un cancello arreca disturbo?
Per quanto riusciamo a pensare non troviamo altra spiegazione logica. Ringraziamo fin d’ora i carabinieri e la polizia se effettueranno passaggi notturni in zona e se con la capacità investigativa che hanno al loro interno, riuscissero anche ad individuare i vandali che, come a rivendicare una loro primazia barbara su quel sito, sono infastiditi da un cancello e dalla riqualificazione turistica del luogo, operata dalla nostra associazione.
Giovanni Faperdue Direttore periodico Archeotuscia
