![]() Giovanni Arena e Francesco Storace |
![]() Francesco Storace |
![]() Andrea Scaramuccia e Laura Allegrini |
![]() La manifestazione con Storace alle Terme |
![]() Pierpaolo Pasqua |
– Nonostante superi a destra, stavolta Francesco Storace a Viterbo arriva in ritardo (fotogallery).
Ultime battute di campagna elettorale per il candidato alla presidenza del centrodestra. Alle Teme Salus prima incontra gli imprenditori, poi i sostenitori. “Ho fatto ritardo – spiega Storace – non è da me, ma avrò cinque anni di tempo per recuperare”.
Nel 2000, quando poi vinse su Badaloni, venne a Viterbo certo del risultato, perché disse, aveva fatto più chilometri del suo avversario. Il direttore Unindustria Delli Iaconi se lo ricorda e gli chiede quanta strada ha fatto in queste settimane: “Non importa -replica Storace – perché io supero a destra”.
E’ certo della vittoria e ripete la frase detta a Tusciaweb: “Domenica e lunedì si vota e giovedì governiamo. Adesso è il centrosinistra a essere terrorizzato, merito pure di Berlusconi che è in tv, ovunque, anche al bagno”.
La partita è importante. “Per il voto di domenica e lunedì non ci sono gironi di ritorno o ballottaggi, dobbiamo evitare che vincano gli arroganti, occorre parlare con la gente fino all’ultimo, siamo appesi a un trenta per cento d’indecisi”.
I suoi avversari li liquida con una battuta. “Dodici candidati – spiega raccontando di un confronto tv – uno solo ci capisce qualcosa”. Tenero con se stesso, meno con gli altri. “Sento la Bongiorno – spiega Storace – dice che non si alleerà mai con me, ma di che si preoccupa? Nemmeno c’entra in consiglio regionale. Ho visto il suo sito, c’è scritto che è in costruzione. Ci credo, con Caltagirone”.
E a Zingaretti che vuole fare pulizia in Regione: “Si prenda un aspirapolvere”.
In sala circa 150 persone, con Storace c’è Giovanni Arena, candidato nel listino. Lo presenta, interloquisce con lui, fa da anfitrione, prima nella sala con gli imprenditori e dopo al dibattito vero e proprio.
In prima fila Laura Allegrini e Gabriela Grassini, candidati e simpatizzanti della Destra e del Pdl, questi ultimi, una presenza moderata. Eppure Storace è anche il loro presidente.
C’è Paolo Bianchini di Fratelli d’Italia, si vedono consiglieri comunali pidiellini come Salvatori, Marcosano e Milioni, gli assessori Fraticelli e Ubertini, ma il principale partito della coalizione a colpo d’occhio è sottorappresentato.
Il sindaco Marini e il presidente della Provincia Meroi sono a Roma a palazzo Chigi, in ritardo sulla tabella di marcia. In ritardo arriva Daniele Sabatini, è la campagna elettorale. Impegnativa.
“E’ stata molto breve – spiega Storace – una guerra lampo, ma il centrodestra è in pista. Certo, errori ne ha commessi, ma gli altri sono peggio, perché sono scientifici.
La gente mi chiede se l’Imu sarà restituita. Io dico che preferisco chi forse me la ridà a chi di sicuro mi toglierà altri soldi.
Poi non è tutto male. In Regione abbiamo tagliato i costi della politica. Si vota per cinquanta consiglieri. Non è successo in Sicilia, non succederà in Lombardia. Accade nel Lazio, ne dobbiamo essere orgogliosi”.
Giuseppe Ferlicca




