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“Io parto dai bar, Monti dalle banche”

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Giulio Tremonti

Giulio Tremonti

Giulio Tremonti e Giulio Marini

Giulio Tremonti e Giulio Marini

Umberto fusco, Giulio Tremonti e Maurizio Pinna

Umberto fusco, Giulio Tremonti e Maurizio Pinna

Giulio Tremonti

Giulio Tremonti

– La campagna elettorale di Giulio Tremonti a Viterbo parte dal bar. Con più di quattro amici. “A differenza di Monti che invece è partito dalle banche” (fotogallery).

L’ex ministro nel capoluogo, prima dell’incontro alle terme si ferma in via della Palazzina. Un isolato prima rispetto a dove si trova il locale, tanto che qualcuno pensa si voglia fermare a comprare qualcosa in un negozio di fronte.

Lo aspettano quelli della Lega Federalista, a cominciare da Umberto Fusco.

C’è pure il sindaco Giulio Marini a fare gli onori di casa, solo che forse per la troppa emozione, saluta l’ospite chiamandolo ministro Monti.

Il diretto interessato non gradisce, il primo cittadino si corregge subito. “Ho detto ministro e non primo ministro – precisa Marini – lui è Tremonti, “altri Monti” hanno distrutto quanto di buono fatto in precedenza”.

L’ex ministro all’Economia e candidato al Senato nel Lazio, parla della campagna elettorale. Brutta e piena d’insulti e del compito gravoso che gli tocca.

“Abbiamo raggiunto un’intesa con la Lega – spiega Tremonti – certamente nel centrosud non è semplice presentarsi con questo simbolo”. Ma lui non è tipo da scoraggiarsi.

“Andremo avanti – prosegue Tremonti – ci presenteremo alla Comunali, alle Europee e poi alle Politiche. Non quelle di domenica, ma quelle che verranno poi, non tra molto”. Previsioni d’instabilità sul nuovo esecutivo.

In circa 150 lo aspettavano alle Terme dei Papi. Se al bar c’era il sindaco Marini, qui ci sono Giovanni Arena e l’assessore Claudio Ubertini. “Viterbo – ha detto Fusco all’incontro – deve diventare come Verona, città amministrata dall’ottimo Tosi”. Ma Tremonti vuole che ogni cosa stia al suo posto. “Verona faccia Verona – precisa Tremonti – e Viterbo faccia Viterbo”.

Poi rivela d’avere scritto il programma questa estate, quando era in convalescenza e tra i punti c’è il taglio dell’Imu, mentre ha definito la patrimoniale, una tassa incostituzionale. Il finale l’ha riservato a Monti: “Quanto avvenuto nel 2011 in Italia – spiega Tremonti – è stato definito da un filosofo tedesco, un dolce colpo di stato. In Europa si può essere apprezzati o rispettati.

Si è rispettati quando si fa il bene del proprio paese, apprezzati se si fa il bene degli altri stati. Monti in Europa è molto apprezzato”.


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