![]() L'assessore Antonio Peparello |
Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo deliberato e prodotto istanza di rimborso per l’ingente importo Imu pagato dall’Università agraria. Obiettivo analizzare i profili costituzionali della norma.
Nel complesso sotto accusa la generica attuazione, della legge istitutiva, ai terreni agricoli e lo specifico carattere vessatorio se applicata alle proprietà collettive. Abbiamo versato l’intero importo onde evitare quanto accaduto in passato con l’Ici.
In questi giorni di campagna elettorale l’argomento è pressoché silente. Nessun impegno concreto per questo territorio viene preso. Non si parla di riduzione delle aliquote, non si parla di inclusione di Tarquinia tra le zone svantaggiate.
La folta schiera di parlamentari che rappresenterà la Tuscia deve pronunciarsi e impegnarsi sul tema prescindendo dal colore politico. Lo devono ai territori che andranno a rappresentare, al consenso che richiedono, a un settore, quello agricolo che fa i conti con una crisi senza fine e con l’ennesima stagione difficile.
I dati sul gettito Imu parlano chiaro: lo Stato ha incassato molto più del previsto. Buona parte del surplus deriva dai terreni agricoli. Siamo l’unico ente gestore di proprietà collettive del Lazio a pagare un simile tributo: questa è una vera ingiustizia. La politica non può rimanere indifferente danneggiando di fatto i cittadini di Tarquinia.
Se non noi, ascoltino almeno il monito della Corte dei Conti sulla pressione fiscale. L’università Agraria è abbondantemente al disopra del 50%. Se sommate questo ai mancati e tempestivi versamenti dei contributi Agea e Psr evidente che si fanno i salti mortali per porre in essere finanche l’ordinaria amministrazione. Un problema purtroppo che abbiamo in comune con moltissime altre imprese agricole e non solo. Occorre abbattere la pressione fiscale in generale e con specifico riferimento alle attività produttive.
Antonio Peparello
Assessore al Bilancio Università agraria Tarquinia
