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La stanchezza del papa e… della chiesa

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Valerio De Nardo

Valerio De Nardo

– E’ banale, ma lo scrivo, perché è stato un amico cattolico a farmi riflettere su una delle più conosciute affermazioni evangeliche. Gesù disse: ama il prossimo tuo come te stesso. Quindi, in primo luogo, è essenziale che ami te stesso.

Le “dimissioni” di papa Ratzinger interrogano tutti: cattolici in primo luogo. Ma anche per noi atei, agnostici, non credenti, le domande provenienti da quel soglio non sono banali o indifferenti.

I teologi a la page, autori di bestseller con buon mercato nell’intellighentzjia di sinistra, dispensano ottime letture della vicenda, rassicurantissime per chi, come noi, ha il dubbio di Cartesio inciso nel proprio dna. Eppure esse non risolvono le questioni aperte.

Le letture delle vicende della pedofilia nella Chiesa, degli scandali finanziari, del Vatileakes dei documenti trafugati, mettono a repentaglio l’esistenza della più antica istituzione esistente sulla terra, la chiesa cattolica. C’è sicuramente questo nel gesto clamoroso del papa tedesco.

Io sono un ateo rispettoso, men che risorgimentale, direi, ma non posso negare il ruolo anacronistico giuocato da “intonacate” gerarchie autoreferenziali (come quelle dei partiti, sia chiaro!) che entrano fin nella stanza da letto o nel letto di morte (qui la politica, tranne qualche esagerazione folkloristica, ha qualche pudore in più, però, per fortuna).

Io sono uno di quegli atei, agnostici, non credenti, che prestano ascolto alle parole della chiesa, attendono domande, vagliano risposte. E per noi è evidente che la “stanchezza” di Jospeh Ratzinger non è quella di un vecchietto malandato, bensì quella di una istituzione che non più è in grado di dare risposte alla trasformazione deflagrante dell’umanità. Neanche tramite un account su twitter.

Il Vaticano è nel centro di Roma, non sorprende che la resignation del papa venga, quasi a celebrazione dei patti lateranensi, dopo le elezioni, quando i risultati di elezioni politiche e regionali del Lazio saranno noti.

Il papa lascia perché è vecchio, perché ama sé stesso, perché, così facendo, può avere una misura di amore per il prossimo. Massimo rispetto, direbbero in un centro sociale. Però, al di là del rispetto, cerchiamo di capire cosa succede. Non è indifferente alla tenuta sociale del nostro paese cosa significhi la stanchezza della chiesa.

Valerio De Nardo


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