- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Massimo Mecarini: “Giorgio, una voce fuori dal coro”

Condividi la notizia:

Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini

Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini

Riceviamo e pubblichiamo – Fino all’ultimo abbiamo sperato che quella notizia fosse frutto di un errore, di uno scambio di persona o di un malinteso, ma purtroppo, così non è stato.

Giorgio Bertini a bordo di un treno tra Lhasa e un’altra località dal nome impronunciabile nel Tibet ha cessato di vivere a causa di un attacco cardiaco.

Giorgio era un personaggio veramente singolare e lo dimostra il fatto che amava viaggiare in solitario, tipicamente verso mete quasi sempre fuori dal circuito turistico tradizionale.

Coriaceo talloneur del Rugby Viterbo, approdò, come tanti rugbisti, alla divisa da facchino nel 1976 e la indossò fino al 2003, quando, come succede per tanti, arriva il momento di smettere.

Aveva accapezzato il ciuffo nel 1985, in sesta fila numero 49, dove ci separava il 50, io ero al 51.

I diciotto anni passati nella stessa fila mi hanno dato modo di apprezzare ancora di più le molte qualità che possedeva, oltre al grande cuore, cultura, amore per la natura (formidabile bonsaista), grande manualità e quell’ironia garbata che palesava soprattutto nelle occasioni particolari e negli incontri tra i facchini.

Un ricordo particolare di Giorgio, tra i tanti, è l’episodio delle scarpe. Era un trasporto dei primi anni 90, quando l’ortodossia della divisa era ancora un lontano traguardo ed ognuno aggiungeva un personale tocco ai colori e ai formati.

Ebbene, lui si presentò al giardino di piazza del Comune (quell’anno l’incontro con le autorità si tenne alla sala regia) con un paio di sneakers, scarpe da ginnastica, verniciate di nero da Giorgio stesso, ma con una bordo giallo che si vedeva lontano un miglio. Ovviamente tutti lo notarono (“aho! Ma che scarpe te se’ messo?” fu il commento più gentile), ma poiché ognuno di noi aveva qualcosa fuori ordinanza, nessuno ebbe a sollevargli una qualche obiezione.

Nella sua pizzeria Il Ciuffo (nome quanto mai azzeccato) ci ritrovavamo spesso dopo le riunioni del giovedì a mangiare, in particolare quando Giorgio era di ritorno dai suoi viaggi, che lui, da grande affabulatore quale era, ci narrava con dovizia di particolari, tra una bruschetta e una pizza.

Era indubbiamente uno spirito libero ed aveva spesso opinioni fuori dal coro che, personalmente, amavo ascoltare e seguire l’indicazione che da esse promanavano.

Attenderemo il tuo ritorno caro amico, per onorarti con i nostri simboli, che contengono quella divisa che hai indossato con fierezza per 28 anni.

Ciao Giorgio, grazie per quello che ci hai dato come sportivo, come facchino e come uomo. Ci mancheranno le tue bruschette, le tue pizze e persino le tue paellas e i risotti, ma soprattutto ci mancherà di vederti all’uscio de Il Ciuffo, con i calzoncini corti, la maglietta, il cappelletto bianchi e il barbone nero che è stato e sarà sempre nei nostri cuori.

Il consiglio direttivo del sodalizio e i facchini tutti si stringono attorno ai figli Lorenzo e Leonardo, al fratello Luca e Riccardo, alle sorelle Marcella e Caterina e alla mamma Teresa.

Massimo Mecarini


Condividi la notizia: