![]() Sposetti e Mazzoli |
![]() Egidi, Zingaretti e Mazzoli |
![]() Mazzoli alla cena alla Fattoria Alice |
![]() Mazzoli con un elettore |
![]() Mazzoli, Terrosi, Trevi e Ferranti |
Riceviamo e pubblichiamo – Giornata intensa di incontri quella di ieri per Alessandro Mazzoli, candidato del Partito democratico alla Camera dei deputati nel collegio Lazio 2. Insieme al candidato alla presidenza della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a Ugo Sposetti (candidato al Senato), a Giuseppe Fioroni e Alessandra Terrosi (candidati alla Camera), a Enrico Panunzi e Daniela Boltrini (candidati alla Regione), Mazzoli ha visitato prima il mercato a piazza del Sacrario a Viterbo, poi Belcolle, quindi Villa Immacolata.
Appuntamento quindi al Balletti park hotel di San Marino al Cimino. E ancora nel pomeriggio assemblea a Vetralla con i candidati del Pd Ugo Sposetti, Donatella Ferranti e Alessandra Terrosi.
Il dibattito è stato moderato dal segretario locale del Pd, Emanuele Trevi. Infine la cena alla fattoria di Alice a Viterbo, a sostegno del progetto che l’associazione da anni porta avanti in favore di ragazzi e adulti diversamente abili.
“La credibilità della politica – ha detto Mazzoli – va ricostruita. Possiamo pure vincere, ma senza di quella dal giorno dopo ci ritroveremo nella palude in cui siamo stati negli ultimi anni. Sia nei mesi scorsi sia nel pieno della campagna elettorale il problema che emerge è la rottura tra i cittadini e la politica.
Alla crisi economica e sociale si aggiunge una crisi democratica dalle proporzioni enormi. Dal primo giorno di insediamento ci metteremo al lavoro sui temi della sobrietà e dei costi della politica. Un voto al Pd significa tornare sulla legge anticorruzione per correggerla, cambiare una legge elettorale vergognosa, ridurre gli emolumenti dei parlamentari a livello di quelli europei, rimettere mano alla legge sui partiti affinché tutti siano trasparenti come il Pd, al fine di garantire la rappresentanza dei cittadini nelle istituzioni”.
Quindi Mazzoli è tornato sulla crisi economica e sociale. “Siamo arrivati a questo punto, vicini alla Grecia – ha dichiarato – perché la crisi veniva negata. Le responsabilità sono precise, non sono di tutti. Dopo dieci anni di governi di centrodestra, l’Italia è stata un Paese a crescita zero. Poi con la crisi internazionale siamo andati in recessione, ma già dal 2001 abbiamo smesso di avanzare.
Nel frattempo si sono allargate le disuguaglianze sociali. Da questa crisi bisogna uscire salvaguardando i diritti fondamentali delle persone: salute, sicurezza, lavoro. Rimettere al centro il lavoro significa intervenire a sostengo della formazione, delle imprese, di uno sviluppo sostenibile e di una politica industriale nazionale. Lavoro significa lotta alla precarietà”.
Eppoi, Mazzoli ha ribadito la necessità di interrompere la spirale di tagli alla sanità e al sociale. “Negli ultimi anni – ha detto – i governi hanno imposto una riduzione del 70 per cento al fondo nazionale sull’assistenza con conseguenze che quotidianamente pagano sulla loro pelle i meno fortunati, chi ha bisogno di aiuto, i loro famigliari.
Persino esponenti del Fondo monetario internazionale hanno recentemente parlato della necessità di ridistribuire risorse e studiare come introdurre il reddito minimo assistito. Il Pd queste battaglie le porta avanti coerentemente da anni e lo farà con capacità di legiferare una volta al Governo”.
Ufficio stampa Alessandro Mazzoli




