– Proponeva impianti fotovoltaici, incassava gli anticipi e spariva. In sette lo hanno denunciato, tra privati e titolari di aziende agricole che hanno versato ricchi acconti per poi ritrovarsi con un pugno di mosche. Senza più i soldi e senza pannelli solari.
Il presunto “genio della truffa” è M. D., un imprenditore di Montefiascone. Dal 2007 al 2009 avrebbe, secondo le accuse, messo in piedi un maxi raggiro a danno di privati e proprietari di aziende agricole. L’uomo li contattava attraverso amici e conoscenti. Illustrava loro benefici e risparmi del fotovoltaico e li convinceva a stipulare contratti con la sua azienda.
“L’anticipo per i primi lavori era di 50mila euro – spiega un agricoltore di Città della Pieve, costituitosi parte civile al processo -. Era una bella somma. Lui mi disse di non preoccuparmi e che mi avrebbe fatto avere un prestito da una finanziaria di sua fiducia. I soldi sono arrivati in pochi giorni e sono transitati subito sul suo conto”. L’uomo, intanto, ha cominciato a pagare le rate del prestito. Ma dei pannelli solari, neanche l’ombra.
Alla fine si è ritrovato con un inutile finanziamento aperto e 96mila euro di cambiali a sua firma rilasciate dall’imprenditore, imputato anche per falsità in scrittura privata. “Sono finito nell’elenco dei protestati – ha concluso l’agricoltore -. Questa cosa mi ha rovinato”.
Dopo di lui, è continuata la sfilata delle vittime della truffa: un altro agricoltore e due uomini, padre e figlio, che hanno denunciato di essere stati raggirati con lo stesso sistema. Primo prestito di 50mila euro, come anticipo sui lavori, per l’agricoltore. Due finanziamenti da 35mila euro l’uno per padre e figlio.
Un metodo che ricalca in tutto e per tutto quello di Gianfranco Fiorita. Anche il dentista viterbese latitante faceva chiedere finanziamenti ai suoi clienti. Quando poi è fuggito in Paraguay con 660mila euro, li ha lasciati con i punti in bocca e le rate da pagare. Le cifre erano piccole, ma i clienti numerosi.
Il caso dell’imprenditore falisco, invece, è l’opposto: i finanziamenti erano anche a quattro zeri, ma il numero dei truffati è circoscritto. Solo l’agricoltore di Città della Pieve si è costituito parte civile al processo, con l’avvocato Maria D’Andrea. Le vittime accertate sono sette, più qualcuno che ha rinunciato a sporgere denuncia. Anche qui, comunque, l’ammontare della truffa è intorno al mezzo milione di euro.
