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(f.b.) – Reperti etruschi nello zaino, condannato.
Era stato sorpreso dai guardiaparco della riserva di Barbarano Romano e dai carabinieri con uno zaino pieno di frammenti di vasellame del IV secolo a. C. ancora sporchi di terra.
Per questo V. M. doveva rispondere di scavo clandestino e possesso di reperti archeologici non denunciati.
I fatti risalgono al 7 febbraio del 2007, quando V. M. e un’altra persona, già uscita dal processo perché scelse il patteggiamento, furono visti prima nei pressi di un cunicolo all’interno del parco e poi appena fuori la riserva, con uno zaino pieno di frammenti di vasellame antico.
“Un passante ci aveva avvisato il giorno prima di aver visto delle figure sospette vicine a questo scavo – ha raccontato in udienza di fronte al giudice Rita Cialoni uno dei guardiaparco in servizio -. Ci siamo quindi appostati per sorvegliare la zona. Io ero a un centinaio di metri con un binocolo e quando ho visto due persone uscire dal cunicolo ho avvisato i carabinieri e gli altri colleghi che hanno bloccato le uscite del parco per riuscire a intercettarli prima che se ne andassero”.
I due sono poi stati fermati e i carabinieri hanno perquisito uno zaino che portavano con loro trovandolo pieno di frammenti molti simili a reperti archeologici e ancora sporchi di terra.
Questi sono stati analizzati dal funzionario di zona della sovrintendenza archeologica che li ha riconosciuti come, appunto, dei frammenti di olle e vasellame del IV secolo a. C. “I reperti dello zaino – ha spiegato in aula il funzionario – erano dello stesso tipo di quelli nello scavo e appartenevano al periodo dell’Ellenismo. Di sicuro avevano un valore notevole di natura scientifica”.
Il pm Barbara Santi ha chiesto per l’imputato una pena di un anno e quattro mesi, mentre il giudice Cialoni lo ha condannato a un solo mese di reclusione e a 50 euro di multa.
