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Seppellita la seconda Repubblica

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Valerio De Nardo

– Se non ci fosse stato il Porcellum il Movimento 5 stelle non avrebbe avuto una tale affermazione. La mancanza di collegi uninominali o di preferenze e l’identificazione assoluta con il simbolo ed il leader voluti da questo sistema elettorale, consentono così ad un drappello di donne e uomini sconosciuti di varcare la soglia di palazzo Madama e di Montecitorio. L’incapacità (strumentalmente denunciata da Grillo) di cambiare questa legge elettorale è stata il grimaldello in grado di scardinare il blocco politico e consentire questa sana immissione di aria fresca.

I prossimi deputati e senatori del Movimento 5 stelle hanno facce fresche ed emozionate, come l’aria che portano nella aule parlamentari. E’ stato davvero uno tsunami quest’onda elettorale che ha seppellito la seconda repubblica. Berlusconi magari sopravvive a sé stesso, ma non può certo esultare per essere al centro di un sistema bloccato e ripiegato su sé stesso, sotto i colpi inferti da un quarto dell’elettorato.

Perché, in fondo, la vera promessa dei seguaci di Beppe Grillo è quella di sbloccare questo sistema: di intervenire su quei meccanismi che hanno paralizzato la politica, rendendola quasi totalmente autorferenziale, sganciata dalla vita reale degli individui.

I maremoti, dopo il loro passaggio, lasciano macerie. Ma è stata la politica italiana, con la mancanza di riforme, a siglare il proprio suicidio. Oggi essa può reagire solamente con la mossa del cavallo. Trovare intese, a partire dalla elezione del presidente della Repubblica, in grado di dare risposte concrete, immediate, indifferibili. Scavalcare il pezzo dell’avversario, reagire allo scacco al re che il popolo sovrano ha piazzato votando le liste del “comico genovese”.

Fatte le debite proporzioni (anche aritmetiche) con quello che fu il fenomeno della Lega lombarda, poi Lega nord, è chiaro che il successo del Movimento 5 stelle rappresenta una rottura di sistema che non riuscì a Bossi, qualcosa da cui non si può tornare indietro. Se qualcuno, da una parte o dall’altra, fosse tentato di farlo verrebbe oramai travolto dagli stessi suoi seguaci, persino il capo di Cologno monzese, spiazzato dalla rete che soppianta la televisione.

Da parte mia spero che siano in grado di comprenderlo i gruppi dirigenti della sinistra, che non hanno poggiato l’orecchio al terreno, non hanno sentito il rombo che arrivava, preoccupati di smacchiare il giaguaro, mentre un branco di elefanti stava travolgendo ogni cosa.

Il centrosinistra viterbese, nel suo piccolo, potrà dare prova di consapevolezza a breve, dapprima con le elezioni primarie, poi con le elezioni comunali. Si sa che camminando con lo sguardo rivolto indietro, si rischia di andare a sbattere contro un muro. Se si consoleranno con i deputati e i senatori mandati dalla Tuscia in Parlamento e si rifugeranno nell’arrocco, saranno evidentemente destinati a rimanere soli. Ma è l’ultima chiamata.

Valerio De Nardo


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