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Sposetti: Io sono giovane, ho sessantasei anni compiuti…

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Giuseppe Cruciani

Ugo Sposetti

Ugo Sposetti alla guida del doblò con la pubblicità di Bersani

Sposetti alla guida del doblò con la pubblicità di Bersani

– Per un anno è riuscito a evitare la deroga prevista dal Partito democratico per ricandidarsi in Parlamento (tra camera e senato ha trascorso 14 anni, mentre il limite è 15), ma Ugo Sposetti ce l’ha fatta a evitare anche le primarie, finendo direttamente in lista e in posizione eleggibile.

Su come sia stato in grado di farcela, a oggi tante congetture. Fino a ieri sera, quando il diretto interessato ha svelato il segreto in diretta a Radio 24, durante la trasmissione La zanzara condotta da Giuseppe Cruciani.

“A Viterbo – dice Sposetti – abbiamo fatto un’operazione per aiutare i giovani, quindi avanti i giovani”. Sempre dopo i meno giovani, sottinteso. E se il conduttore gli fa notare che aveva detto di voler fare a tempo pieno il nonno, la risposta è pronta. “Mi manca ancora la materia prima”. Ovvero, i nipoti.

E poi: “Io sono giovane – incalza Sposetti – ho sessantasei anni compiuti, sono un ragazzo. Dieci meno di Berlusconi e me li porto bene”.

La ragione della sua presenza per l’esponente Pd sta proprio negli anni: “L’esperienza serve, ce la mettiamo tutta. Sto facendo la campagna elettorale, ho pure attrezzato un Doblò con la faccia di Bersani. Vado in giro nel Viterbese, in parte guido io e in parte mi aiutano. Durante la campagna elettorale bisogna parlare con la gente, spiegare”.

L’argomento va su Ingroia che accusa il Pd d’avere dimenticato Enrico Berlinguer. “Ma lasciate perdere quel signore – precisa Sposetti – non sa quello che dice. Magari domani parla di Garibaldi, dopodomani di Cavour, inventa sempre. Persone che non gli possono rispondere”.

Messo alle strette, dovendo scegliere se votare il magistrato o Berlusconi: “Non ci vado proprio alle urne, uno prenderebbe atto d’avere sbagliato paese e se ne va”.

L’aria cambia quando si arriva a parlare del Monte dei Paschi. Non si scherza più, soprattutto quando gli si chiede delle possibili influenze del Pd a Siena.

“Lo statuto – spiega Sposetti – prevede che il consiglio comunale, il sindaco, eleggano quelle persone. Ora il sindaco quando è eletto dai cittadini non rappresenta più il partito, ma la città. E’ un’altra cosa. Ve lo dovete mettere in testa.

E’ chiaro che io devo capire. Un dirigente di un partito, quando vendono una banca o la Fiat va fuori dall’Italia, si preoccupa perché ci sono lavoratori, c’è un mondo che ruota attorno. Che deve fare la politica?”.

Si cambia di nuovo. Renzi serve per la campagna elettorale? “Servono tutti, anche lui, assolutamente sì”. Ma invitato a fare un appello al sindaco di Firenze perché c’è una rimonta di Berlusconi, Sposetti non ci sta e nega il presupposto. “Che ci sia la rimonta – osserva Sposetti – è falso. Non sta rimontando da nessuna parte, lasciamo perdere i sondaggi, non è vero.

I sondaggisti, quelli più seri almeno, sostengono che la distanza è netta e che in Lombardia, dove lei voterà – dice rivolgendosi al conduttore Cruciani – e abbiamo bisogno del suo voto, c’è un leggero vantaggio del centrosinistra. E’ così.

Comunque io dico a Renzi di non vendere il camper. Faccia come Sposetti, io col Doblò e lui col camper, lo tappezzi con la faccia di Bersani e la scritta l’Italia giusta, vota Pd”.

Quindi il saluto finale: “E’ una trasmissione di cazzeggio e io non scherzo”.


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