– La festa è tutta intorno. Ora, a Bagnoregio, Daniele Silvestri sta al centro e si gode l’abbraccio orgoglioso del suo paese, lo striscione col suo nome che gli dice “Grazie”, le tante bandiere tricolori che sventolano dappertutto, per ricordare le sue sfide vinte e le sue due medaglie ai Giochi mondiali Invernali Special Olympics di Pyeong Chang, in Corea del Sud.
Il sindaco Francesco Bigiotti ha voluto accogliere il trentacinquenne atleta della società “Sorrisi che nuotano Eta Beta” con una cerimonia ufficiale, una di quelle in cui gli sforzi, l’impegno e i sacrifici vanno incontro ai loro premi. Nella sala consiliare piena di amici e tifosi brillano la medaglia d’oro vinta nello slalom gigante e quella di bronzo ottenuta nello slalom speciale. Del racconto di Daniele sorprende la grande serenità, la capacità di sciare sopra le emozioni, come se quei due podi in azzurro fossero già stati guadagnati, nel semplice tentativo di prepararsi al meglio.
“Mi sono allenato tanto, per questo mondiale - spiega - allora mi aspettavo di fare bene e i miei risultati non mi hanno sorpreso. Ma ora voglio condividere queste soddisfazioni con chi mi ha sempre aiutato. Penso ai miei genitori, che hanno affrontato un volo di dodici ore e nove fusi orari per tifare per me. Ai miei tecnici e ai miei 38 compagni di squadra. A Milva, che mi ha seguito in palestra, ai miei colleghi di lavoro, che mi hanno riempito di incoraggiamenti”.
L’onorificenza consegnata dal sindaco di Viterbo Giulio Marini alla presenza dell’assessore provinciale alle Politiche sociali Paolo Bianchini, di Marcello Meroi in rappresentanza del presidente dell’amministrazione provinciale di Viterbo, di Aurelio Cozzani (presidente dell’Associazione Eta Beta) e di Maurizio Casciani (presidente di “Sorrisi che nuotano Eta Beta”), testimonia la vicinanza delle istituzioni locali ai valori di Special Olympics, vissuti in pieno dalla famiglia Silvestri.
“Ci sentiamo fortunati per aver potuto vivere questa esperienza - dicono papà Giuliano e mamma Giovanna - perché Daniele ha dimostrato grande sicurezza e autonomia durante tutto il periodo dei giochi coreani, vivendo a contatto con altre culture, con tante bellissime emozioni. Le vittorie sulla neve poi sono state la ciliegina sulla torta. Un motivo in più per festeggiare oggi. Ma non il più importante”.
Continua, così, la favola mondiale dei “Sorrisi che nuotano Eta Beta”, società che già nel 2011 con Martina Casagrande ha assaporato la gioia di una vittoria mondiale, ai giochi estivi di Atene. E anche stavolta, come in ogni impresa, c’è un portafortuna.
“Il mio è una conchiglia che mi ha regalato mio nipote Riccardo - spiega il medagliato azzurro, un diploma da ragioniere e un lavoro negli uffici comunali – L’ho portata con me e mi ha aiutato a dare il massimo. Così ora potrò fare un bel quadro dove conservare le mie medaglie mondiali, accanto alle altre della vela e dell’equitazione, che sono un bel po’, dato che partecipo agli eventi Special Olympics dal 1995”.
E se si spegneranno i riflettori sulla spedizione mondiale, i ricordi di Daniele non andranno via tanto facilmente: “La bellezza della sfilata nelle cerimonie di apertura e chiusura - conclude l’atleta di Bagnoregio – la musica, le luci, i colori, le bandiere di tante nazioni. Il fatto che fosse freddo ma era tutto così bello che non lo sentivamo. La visita al tempio dei monaci buddisti e al laboratorio dove lavorano la carta. I sorrisi dei volontari coreani. La loro gentilezza. Il loro modo di dire ciao, che somiglia al nostro, solo che ha lâaccento spostato alla fine. Il sapore del riso che non amavo molto, ma che ho imparato ad apprezzare. Tutte cose che porterò sempre con me, anche quando tornerò al lavoro in ufficio e ad allenarmi per i prossimi giochi”.

