– E’ Bongiorno e non la Bongiorno.
Un articolo che fa la differenza e cui Giulia Bongiorno tiene. “Non chiamatemi la Bongiorno – spiega – fa tanto oggetto”. A Viterbo arriva anche la candidata alla presidenza della Regione per la lista civica sostenuta da Udc e Fli e nella sede del suo comitato nota subito con piacere che sono tutti seduti allo stesso tavolo. (fotogallery)
“Vedo i candidati di Udc e Fli – spiega Giulia Bongiorno – insieme, non ovunque nel Lazio ci sono riuscita e questo mi fa molto piacere”.
Prima di lei parlano i candidati e gli esponenti che la sostengono, tra cui Regino Brachetti. “Volevamo fare un giro del territorio – ricorda Brachetti – invece la nostra candidata la vediamo spesso in tv a fare politica, perché oggi è così che va fatto. Al territorio dobbiamo pensare noi che lo viviamo”.
La candidata presidente spiega di non avere ambizioni da star televisiva: “Non vado in giro come fanno gli altri, a promettere, io punto a quello che voglio fare e che ho già fatto.
Ho rinunciato a gente che mi avrebbe garantito pacchetti da 30/40mila voti, ma sui quali avevo dubbi. Altri lo hanno fatto? No.
Per la prima volta è un candidato alla presidenza a decidere chi può venire con lei e sono la sola ad aver fatto firmare a tutti una dichiarazione nella quale si dice che quello che andrà a fare non è in conflitto con la sua situazione personale.
Non si riesce a fare una legge per il conflitto d’interesse? Io me la sono fatta per la mia lista”.
Quindi parla del suo primo impegno se dovesse essere eletta: mettere in piedi uno staff qualificato per non perdere contributi europei e non solo, che oggi non si ottengono per ragioni banali, come persone non adeguate al loro posto o che magari non conoscono l’inglese.
Racconta il sui progetto sullo smaltimento dei rifiuti e porta l’esempio di Vienna e Copenaghen. “Io studio – precisa Giulia Bongiorno – e vedo che molte cose si possono fare, evidentemente la classe politica che ci ha governato, non ha voluto farlo”.
Poi promette di dare valore alle donne e non quote rosa. “Le mie saranno fucsia”. Intanto rispetto agli uomini, vince in puntualità. Alle 11 in punto è già in via Garbini.
In sala si vedono tutti gli esponenti delle due formazioni politiche, a fondo sala anche l’assessore provinciale Santucci, in posizione defilata e c’è pure Goffredo Taborri, dato in quota Gigli, ma presente, seppure solo a metà incontro Udc – Fli . Un po’ qui e un po’ là.
Giuseppe Ferlicca




