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Viareggio cup, bene la prima giornata

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L'intervento di Pica

Menicacci, Renga e Pulici

– Due gare ricche di gol e di giocate di alto livello e il 4-1 dei sudamericani della Mutual Uruguaya a spese della Juve Stabia trasformato ufficialmente in 0-3 a tavolino per problemi sul numero degli under (cinque ragazzi nati nel 1993 inseriti nella lista per la gara).

E poi spettacolo sugli spalti, con la tribuna di Soriano nel Cimino presa d’assalto da osservatori, addetti ai lavori e tifosi arrivati soprattutto per la gara tra Lazio e Stella Rossa.

La prima giornata del girone 12 della Viareggio Cup, organizzata dalla società viterbese Fulmar Eventi sui campi di Soriano nel Cimino e Vignanello, è stata un condensato di momenti avvincenti e si è conclusa, in serata, con una cena dibattito presso l’azienda agrituristica Parco dei Cimini cui ha partecipato una rappresentanza dell’Associazione italiana allenatori di calcio, sezione di Viterbo, il neo delegato provinciale del Coni, Alessandro Pica, e le istituzioni sia viterbesi che di Soriano nel Cimino.

Ospite d’onore Felice Pulici, grande portiere campione d’Italia con la Lazio allenata da Tommaso Maestrelli e, successivamente, impegnato con diversi ruoli specialmente nel settore giovanile. Moderatore del dibattito il famoso giornalista Roberto Renga che, a conclusione della cena, ha chiesto ai presenti di esprimersi su tematiche legate proprio all’attività giovanile.

C’è crisi dei vivai italiani – ha affermato Pulici – perché per molte squadre è più facile prendere giocatori all’estero piuttosto che farli crescere in casa propria. Quando sono entrato a far parte dell’organigramma della Lazio come responsabile del settore giovanile ho creato la Scuola calcio, erano 400 ragazzi che si allenavano a Tor di Quinto in un campo concessoci gratuitamente dai Carabinieri e che si occupavano anche di tenere tutto in ordine e pulito.

Volevamo che quella scuola avesse anche finalità educative e i risultati ci hanno dato ragione – ha continuato -, ne è nata una squadra straordinaria, con campioni come Nesta, Di Vaio, Roma e Iannuzzi, ed abbiamo vinto il titolo Primavera giocando davanti a 40mila spettatori all’Olimpico. Da due anni almeno cerco di far capire che il settore giovanile va riformato, credo che il campionato Berretti non serva a niente ma lo stacco tra Allievi e squadra Primavera è troppo grande, così propongo di bloccare per un anno il limite di età fra gli Allievi.

Inoltre  – ha aggiunto – si potrebbe arrivare a creare una squadra riserve che consenta ai giovani della Primavera e a qualcuno della prima squadra di giocare insieme per facilitare il processo di crescita. Vedo tanti giocatori stranieri che non meriterebbero di stare in serie A ma ci arrivano solo perché magari sono più avanti fisicamente rispetto ai pari età italiani. Ritengo che un ragazzo cresciuto nella sua società viva la prima squadra con un senso di appartenenza decisamente maggiore e invece sento dire, a vari livelli, che solo chi paga può giocare. E’ davvero un brutto segnale”.

Gli allenatori presenti, guidati dal presidente dell’Aiac Viterbo Otello Settimi, e lo stesso Pulici hanno poi posto l’accento su un altro aspetto.

“Talvolta gli allenatori chiamati ad occuparsi del settore giovanile non sono qualificati, per qualcuno è solo un viatico necessario prima di occuparsi delle prime squadre e si sta perdendo la figura di allenatore-educatore, la persona con cui un ragazzo trascorre diverse ore al giorno e a cui la famiglia lo affida perché possa offrire la sua esperienza e la sua professionalità”.

“Il progetto dell’Ajax – ha confermato Roberto Renga – prevedeva di mettere alla guida del settore giovanile ex tecnici della prima squadra e così il vivaio di una società con un bacino non così ampio è diventato tra i migliori del mondo, sfornando tanti talenti straordinari. Quando Crujiff si è spostato a Barcellona ha proposto le stesse idee ed è nata la ‘Cantera’ che tutti conoscono. Se credi nel settore giovanile devi metterci i tuoi allenatori più bravi, invece da noi ci sono realtà anche prestigiose, come il Milan, che in passato hanno addirittura delegato l’attività giovanile ad altre società”.

Prezioso anche il contributo al dibattito del neo delegato provinciale del Coni, Alessandro Pica.

“Quando ero segretario del Settore giovanile federale  – ha spiegato – abbiamo proposto un albo particolare per i tecnici che volevano allenare i ragazzi, con corsi di formazione e aggiornamento specifici e le giuste gratificazioni da parte della Federazione. Volevamo creare una figura specifica per il settore giovanile, diversa da quella di allenatore professionista, ma poi la proposta non si è realizzata. Adesso invece vedo che, nei campionati Allievi e Giovanissimi, sono state introdotte addirittura le retrocessioni. Ma lo scopo principale non doveva essere quello di educare e di far giocare tutti?”


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