![]() I rappresentanti sindacali in conferenza |
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– La struttura lavora a pieno regime, il costo del personale è in linea con quello di altri istituti, anzi al di sotto dei margini previsti, eppure a Villa Rosa tira aria di tagli.
Domani è previsto un incontro tra direttore e sindacati, quindi assemblea dei lavoratori per decidere il da farsi. La situazione è seria e Ambrosini (Cgil), Malerba (Cisl), Sambuci (Uil), Ricci (Fials) e Bernardini (Ugl) esprimono tutta la loro preoccupazione, ma anche il loro stupore sulle nubi che si addensano sul futuro della clinica.
Perché non avrebbe problemi di gestione e di sicuro eventuali difficoltà non arrivano dal fronte personale.
Il problema sono i quattro milioni di debito accumulato dal 2006 e ridotto della metà, che la gestione intende portare a zero, proponendo a quanto pare un nuovo contratto ai dipendenti.
“In pratica – spiegano i sindacalisti – verrebbero a prendere 150 euro al mese in meno, per un passaggio che appare definitivo, mentre i due milioni che mancano sarebbero recuperati entro giugno con i tagli”.
Non c’è solo il nuovo contratto. Allo studio pure l’esternalizzazione di alcuni servizi, come il centralino, giardiniere, radiologia e centro analisi. “Ma in alcuni casi, come per il centralino, il servizio era da poco stato ripreso in carico”.
I due milioni partono dal 2006, ma le organizzazioni sindacali ne sono venute a conoscenza in tempi recenti, quando l’azienda ha proposto un contributo di solidarietà ai lavoratori. Non è stato accettato. “Quindi non hanno rinnovato il contratto a 25 infermieri precari”.
L’appuntamento di domani si preannuncia di quelli decisivi. “Su un organico di 180 dipendenti – spiega Antonella Ambrosini (Cgil) – sono pronti a far scattare la mobilità per una quarantina di persone, mettendo a rischio i servizi erogati e gli accreditamenti.
I risparmi vogliono farli per 250mila euro anche con i medici, riducendo il salario con meno ore”.
I sindacati sono in allarme. “Ci sembra – conclude Malerba della Cisl – che tutto questo sia un alibi per far applicare il nuovo contratto, visto che pure proponendo altre vie d’uscita ci dicono che l’unica soluzione è questa.
Noi chiediamo un rientro dei due milioni più graduale negli anni e poi vorremmo anche vedere un prospetto del bilancio 2013, certamente migliore rispetto a quello degli anni precedenti, dove sono stati inserite voci, come la tredicesima dei lavoratori non ancora erogata. La stanno pagando spalmata su cinque mesi”.
Giuseppe Ferlicca



