![]() Andrea di Sorte |
– “La prossima settimana l’Anci ha organizzato una manifestazione nazionale a Roma per sollecitare il Governo ancora in carica, che ha tutti i poteri esecutivi a disposizione, di permettere ai Comuni di pagare le imprese creditrici”.
A parlare è Andrea Di Sorte, vicecoordinatore della consulta dei piccoli comuni Anci, che scende in campo a difesa delle piccole e medie imprese a seguito della riunione di questa mattina, nell’ufficio di presidenza Anci, nella quale si è discusso sulle misure da adottare contro il tanto vituperato patto di stabilità che sta attanagliando i piccoli Comuni a discapito delle realtà produttive.
“Stiamo vivendo un periodo storicamente drammatico. Molte amministrazioni virtuose hanno soldi disponibili in cassa che potrebbero usare e che, invece, sono bloccati. Per colpa di questo vincolo le amministrazioni fanno fatica a chiudere i bilanci, pagare le imprese e a dare risposte concrete ai cittadini anche in merito all’ordinaria amministrazione”.
Con l’introduzione del patto di stabilità nei piccoli Comuni, con l’avvento dell’Imu che praticamente ha messo in ginocchio le famiglie e, tanto per non bastare, con l’introduzione iniqua della Tares a luglio (la nuova tassa ideata dal decreto Salva Italia che sostituirà la Tarsu e la Tia) i Comuni hanno perso ogni capacità di programmazione sul territorio.
“Siamo diventati i riscossori di uno Stato che opprime la produzione e spreme, fino all’ultimo centesimo, le tasche delle famiglie. In Anci – spiega Andrea Di Sorte – stiamo discutendo seriamente un’azione forte che permetta alle amministrazioni comunali di sforare il patto di stabilità e tornare a pagare le imprese e spendere i soldi che si hanno in cassa. Non siamo più disposti a veder morire un sistema di produttività e di crescita che ormai è attaccato alle amministrazioni locali. L’Anci ha quantificato la cifra complessiva di appalti bloccati per un ammontare pari a 9 milioni di euro”.
