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“Serve accelerare la liquidazione dei debiti della Pa”

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Alessandra Terrosi e Alessandro Mazzoli

Alessandra Terrosi e Alessandro Mazzoli

Riceviamo e pubblichiamo – Nella seduta di lunedì della Camera dei deputati, il governo ancora in carica ha riferito sui lavori del consiglio europeo del 14 e 15 marzo.

Il punto chiave emerso in quell’occasione riguarda il riconoscimento della distinzione tra spesa pubblica corrente e spesa pubblica per investimenti produttivi.

Questa novità non significa che gli stati membri possono derogare al patto di stabilità ma che hanno più margini di manovra per favorire gli investimenti pubblici proprio nel momento in cui è necessario sostenere l’economia.

La conseguenza di questa decisione è stata la presa di posizione della commissione europea che il 18 marzo ha incoraggiato l’Italia a mettere in atto un programma per la liquidazione, in tempi ragionevoli, del debito commerciale della pubblica amministrazione.

Alla luce del mutato quadro europeo, il governo ha predisposto una strategia di liquidazione diretta dei debiti della pubblica amministrazione e, lo scorso 21 marzo, il consiglio dei ministri ha approvato un intervento straordinario che comporta la mobilitazione di 20 miliardi di euro nella seconda parte del 2013 e di 20 miliardi di euro nel 2014, per un totale di 40 miliardi di euro.

Le misure che si intendono adottare prevedono cinque interventi mirati:

1) allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno, tale da consentire agli enti territoriali l’utilizzo degli avanzi di amministrazione disponibili e permettere i pagamenti effettuati in favore degli enti locali sui residui passivi a cui corrispondono residui attivi di comuni e province;

2) l’istituzione di fondi rotativi per assicurare la liquidità degli enti territoriali per il pagamento delle altre tipologie di debiti contratti con i fornitori, con obbligo di restituzione in un arco di tempo certo e sostenibile;

3) il pagamento dei debiti del comparto sanitario attraverso la concessione di anticipazioni di cassa;
4) una deroga alle spese 2013 per i cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali comunitari;
5) i rimborsi fiscali pregressi a carico dello Stato attraverso l’utilizzo delle giacenze di tesoreria.

Ora la cosa importante è fare presto affinché il Parlamento esprima il proprio parere sulla relazione presentata dal governo in modo da consentire allo stesso di predisporre il decreto legge che definirà i termini operativi dell’intervento.

Il gruppo del Pd lo ha detto con chiarezza proprio durante il dibattito che ha fatto seguito alle comunicazioni del Governo: abbiamo bisogno di accelerare. Questi 40 miliardi sono una boccata di ossigeno indispensabile e non si possono perdere altre settimane preziose.

Anche perché 40 miliardi servono a coprire soltanto una parte del debito complessivo che la pubblica amministrazione ha verso le imprese che corrisponde a 71 miliardi di euro secondo le stime della Banca d’Italia. Volendo, già la prossima settimana sarebbe possibile votare in Parlamento il via libera al Governo per la predisposizione del decreto. E noi lavoriamo in questo senso.

A questo nostro impegno abbiamo aggiunto due proposte:

1) la possibilità di uno slittamento temporale per l’entrata in vigore della Tares;
2) la cancellazione dell’aumento dell’Iva previsto.

Questi possono essere segnali che vanno nella direzione giusta, segnali di comprensione dello stato di insofferenza in cui versano i cittadini.

La condizione reale del paese è estremamente grave e chiama tutti ad una assunzione di responsabilità. Responsabilità che in questo momento deve significare cambiamento.

Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi
Deputati del Partito democratico


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