![]() Il Comune di Acquapendente |
Riceviamo e pubblichiamo – I servizi sanitari della provincia di Viterbo subiscono ulteriori tagli con l’affidamento a privati delle convenzioni tra Ares 118, Croce Rossa e associazioni del territorio.
“Esprimo la mia solidarietà alle amministrazioni che difendono i diritti dei cittadini – dice l’assessore alla sanità e servizi sociali del Comune di Acquapendente Paola Serafinelli – e sostengono il ruolo del volontariato che, soprattutto in campo socio sanitario, ha rappresentato nel tempo un elevato valore aggiunto.
Come sempre, a giustificazione di scelte poco sensate, si prende a riferimento il numero di prestazioni effettuate in relazione ai costi sostenuti, ma non si fa minimamente accenno a quelle che sono le richieste che vengono dal territorio, alla particolare conformazione dello stesso, alla tipologia di utenza (bassa densità di popolazione costituita prevalentemente da anziani, collegamenti disagiati, strade obsolete ecc…).
Può anche darsi che il servizio come strutturato sino a oggi non sia il migliore, ma allora cerchiamo di capire se esiste una organizzazione che ci consente, a un costo sostenibile, un servizio appropriato.
Faccio notare che le economie attualmente a disposizione della convenzione dimostrano un sostanziale incremento rispetto alle precedenti a fronte di una diminuzione del servizio: forse qualcosa non torna. Ancora una volta si affronta il problema da un punto di vista molto parziale, cosi come è avvenuto per la vicenda che ha portato alla chiusura e/o riconversione delle strutture ospedaliere sul nostro territorio.
Io invito chi di competenza a verificare cosa a oggi è significata la parola riconversione per le strutture ospedaliere come quella di Acquapendente. Ma non voglio essere assolutamente campanilista perché ho sempre sostenuto, e continuo ad essere convinta, che se non si affronta in un’ottica globale il tema sanità, e oserei aggiungere quello socio sanitario, sul nostro territorio non ci sarà una buona qualità della vita per nessuno.
L’assistenza e la cura alle persone hanno bisogno di un sistema socio sanitario che funzioni, che sia integrato, che sia equo e accessibile. Impossibile? No, basterebbe semplicemente affrontare il problema con competenza; fare uno studio del territorio, della popolazione, delle patologie a più alta incidenza, ecc… Cose ovviamente scontate per chi dovrebbe occuparsi di fare programmazione sul territorio ma evidentemente dimenticate, o forse perché i territori marginali sono troppo marginali per essere considerati?
Ovviamente i modelli studiati per le grandi città non possono essere trasferiti nelle periferie delle periferie. In questo caso la politica deve assumersi un ruolo di grande responsabilità. Il problema non sono i soldi, il problema vero è che manca una programmazione, un progetto di qualità di vita per i nostri cittadini.
Credo sia arrivato il momento di aprire un confronto serio e intellettualmente onesto della politica con le istituzioni a tutti i livelli e in questa ottica ben venga la conferenza auspicata dal sindaco di Tarquinia Mazzola. Proviamo a ricominciare da lì con una mission comune a tutti i Sindaci: difendere il diritto al benessere socio sanitario di tutti i cittadini”.
Comune di Acquapendente
