Riceviamo e pubblichiamo – Boccata d’ossigeno con il risultato delle regionali e dopo “la non sconfitta” alle politiche.
Molti indizi indicano che anche la seconda Repubblica è terminata speriamo in modo ancora recuperabile per il Paese ed anche per la Sinistra, uscitane un po’ malconcia.
Dalle lezioni della vita o si prende un insegnamento o si prendono bastonate.
Morale della favola: i bisogni dei milioni di cittadini che vivono il disagio non li troviamo all’Ambra Jovinelli o nei salotti tv ma ancora nelle piazze colme di cittadini disoccupati, precari, pensionati da fame, oppressi da tasse sui soliti e in opposto privilegi e sprechi delle varie caste. Non siamo il Partito delle banche, né di quelli che vogliono gli F35, né di quelli che vogliono l’inutile e esageratamente costoso ponte sullo Stretto di Messina, ma quello del e sul territorio che purttroppo abbiamo abbandonato.
Ma ora sfidiamo i nostri concorrenti M5s sul coraggio, e per il governo del paese Bersani inviti Grillo a formarlo insieme a lui e lo appoggi, salvo l’uscita dall’Euro.
Tra Amato e il M5s è come scegliere tra la preistoria e il futuro. Una volta tanto sentiamoci quelli che vanno oltre le cerimonie, le conventicole e i passaggi stucchevoli dei professionisti della politica che alla fine riesumano vecchi catafalchi che, dall’alto delle loro laute pensioni pagate dai cittadini, potrebbero stare benissimo ai giardinetti e lasciare il posto a milioni di giovani molto preparati. Oltre i 65 anni non si dovrebbe più ricevere incarichi ma chi vuole lo faccia gratuitamente, per un fine sociale; molti posti si libererebbero.
Per le elezioni regionali invece è un’altra storia. Qui Zingaretti-Panunzi ci hanno ridato entusiasmo.
E’ il risultato di anni di presenza sul territorio, continua, con rapporti diretti e basati sulla conoscenza dei problemi della gente. In tutti i paesi c’è un gruppo di sostenitori, trasversali, che li conoscono e li apprezzano. Nel mio paese da un 20,8% di consenso alla Camera si è passati a un 33% di voti alla Regione Lazio per il Pd. Ci dice qualcosa questo dato? Pensiamo davvero di togliere agli elettori anche questo ultimo scampolo di scelta nominando assessore un esterno, che non ha partecipato al voto e che è frutto di alchimie salottiere di chi oramai ha perso il contatto con la realtà?
Dateci la possibilità di restare ancora in questo partito!
Felice Maiucci circolo Pd Capodimonte
