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Bimba invalida al cento per cento, a giudizio il padre

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Un'aula del Palazzo di Giustizia viterbese

Ha undici anni ed è invalida al cento per cento. Un handicap gravissimo la condanna a una vita diversa da quella di tutti i bambini della sua età.

La madre, finora, ce l’ha fatta grazie all’aiuto dei genitori, che hanno sborsato più di 80mila euro per cure, visite mediche e viaggi all’estero. Ora pretende aiuto dall’ex marito, cui ha fatto causa per violazione degli obblighi di assistenza familiare. La donna, costituita parte civile anche a nome della figlia, è assistita dall’avvocato Giuseppe Trasarti.

La battaglia legale, tra separazione, causa civile e ora anche penale, va avanti da anni. Almeno dal 2007, anno in cui la coppia, originaria di Viterbo, rompe definitivamente.

Contro l’uomo, l’ex moglie muove l’accusa di essersi sempre disinteressato della figlia, al punto da lasciarla senza gli assegni di mantenimento che le spettavano. “Lui spariva quando si trattava di prendersi cura della bambina e contribuire economicamente – ha dichiarato la zia, ieri mattina, al processo -. Mia sorella ha sempre fatto tutto da sola o con l’aiuto dei miei. Lui non parlava coi medici, non le dava attenzioni, non rispondeva se gli si chiedevano soldi. Neppure si giustificava”.

L’imputato lavora al ministero delle Politiche agricole. L’ex cognata e l’ex suocera, ascoltate entrambe, dicono che non aveva problemi economici o altri impedimenti particolari. Semplicemente non pagava.

“Non ricordo una sola volta che le abbia fatto un regalo – racconta la nonna della piccola -. Forse una tutina, per un compleanno, tanti anni fa… ma solo quella. Non prendeva mai iniziative, come portarla all’ippoterapia per farle fare un po’ di movimento. Una volta disse che la voleva portare in piscina. Ma sa benissimo che la bambina, con i problemi che ha, non può andarci”.

Lui fatica a seguire in silenzio la testimonianza della zia e della nonna di sua figlia. A un certo punto scatta sulla sedia e cerca di controbattere all’ex cognata. Ma il giudice Eugenio Turco lo blocca. Non può parlare. Non in questa fase del processo.

Alla prossima udienza del 19 giugno, dopo l’ascolto degli ultimi due testimoni, potrà rispondere alle domande e dare la sua versione dei fatti.


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