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Carne di cavallo nella pasta fresca, sequestri a Viterbo

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Carne equina nella pasta fresca, sequestri anche a Viterbo.

Sono scattati anche a Viterbo i controlli dei Nas sulla pasta fresca.

Il reparto specializzato dei carabinieri ha rinvenuto tracce di carne di cavallo in alcune confezioni.

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Ansa, a Viterbo sono risultati positivi ai test i cannelloni alla carne “Delizie di pasta” da 400 grammi, lotto 023 con scadenza 8 aprile 2013, prodotti dalla ditta Pasta Julia Spa di Spello (Perugia) presso la quale sarebbero in corso accertamenti. L’azienda ha già provveduto a smentire la presenza di macinato equino nei suoi prodotti.

Carne di cavallo, sempre secondo l’Ansa, anche nelle “Lasagne alla bolognese” da 600 grammi, lotto 12341 con scadenza 7 giugno 2014, prodotte dalla ditta La cucina di Bologna di San Giovanni in Persiceto (Bologna) già sottoposta ad accertamenti da parte dei Nas bolognesi. L’azienda ha già avviato le procedure di ritiro dal mercato del prodotto.

Oltre a Viterbo e Bologna, i sequestri sono stati eseguiti a Roma e Perugia, nell’ambito del monitoraggio predisposto dal ministero della Salute. In realtà, non ci sarebbe nessun pericolo per la salute umana.

Nei 109 campioni analizzati, infatti, non sarebbe stata trovata alcuna traccia di fenilbutazione, un antinfiammatorio usato per i cavalli e un tempo anche per l’uomo, ma oggi vietato.

Una nota del ministero precisa che “l’eventuale riscontro di residui di fenilbutazone nelle carni destinate al consumo umano è dovuto o a un uso illecito del medicinale (poiché non è stato rispettato il divieto), oppure perché il cavallo, trattato con il medicinale in questione, era stato inizialmente dichiarato non destinato alla produzione di alimenti, ed è stato invece illecitamente utilizzato per produrli”.

Lo stesso ministero della Salute spiega che se anche fosse trovato fenilbutazione in altri campioni, la quantità sarebbe minima. Diecimila o centomila volte inferiore alla dose terapeutica giornaliera un tempo destinata all’uomo.

Nessun pericolo per la salute pubblica, quindi. Ma il sequestro scatta comunque per l’illecito di frode commerciale.


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