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Codacons: “Nessuna collaborazione con chi minimizza il problema Arsenico”

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Allarme arsenico nell'acqua

Riceviamo e pubblichiamo – Dopo mesi di battaglia nel viterbese per risolvere il problema dell’arsenico nell’acqua, il Codacons apprende dalla stampa che il presidente della Provincia e dell’Ato Meroi “spera” ora nel dialogo e nella collaborazione con le associazioni dei consumatori, mentre contestualmente presenta opposizione al ricorso al Tar del Codacons.

Facciamo notare al presidente Meroi che nei mesi successivi alle ordinanze di non potabilità, è persistito – ad aggravare la disinformazione degli anni precedenti – l’atteggiamento minimizzatorio nei confronti delle prescrizioni europee dell’assessore provinciale Equitani, il quale ha sottovalutato o peggio ancora volutamente ignorato, l’allarme posto da studi dell’Oms, Iarce Regione Lazio sull’incidenza e mortalità correlata a patologie associate ad esposizione da arsenico (tumori, danni al sistema digestivo e nervoso, questi ultimi soprattutto nei bambini al di sotto dei tre anni).

Forse, il presidente avrebbe dovuto già occuparsi personalmente della gravissima questione dato che non l’aveva fatto negli anni precedenti – mentre si chiedevano deroghe all’Europa promettendo in cambio bonifiche in realtà mai effettuate- allorché, ricoprendo vari incarichi amministrativi nel territorio, non poteva non essere a conoscenza degli allarmanti documenti sul pericolo per la salute pubblica che provenivano -peraltro sotto forma di direttive obbligatorie- da Bruxelles. Forse già allora, dopo l’improcrastinabile ordinanza di non potabilità, avrebbe dovuto “aprire” al dialogo con il Codacons, e consigliare al suo assessore all’Ambiente di evitare dichiarazioni pubbliche (l’8 gennaio, all’assemblea di un neonato partito politico sul tema arsenico) in cui affermava di aver “personalmente” effettuato un “esperimento” e constatato che, tramite la bollitura, l’arsenico “evapora”, e ne resta solo una piccola quantità .

E’ invece vero il contrario! Ed Equitani l’avrebbe saputo se, invece di giocare al “piccolo alchimista”, avesse letto la “Valutazione epidemiologicadegli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da arsenico” della Regione Lazio ,la quale, fotografando il desolante quadro del territorio, alla pag. 42 evidenzia (a titolo di prevenzione per evitare ulteriori danni alla già disastrata salute pubblica), il maggior pericolo derivante dalla concentrazione di arsenico che avviene negli alimenti tramite la cottura. In tale occasione, peraltro, la rappresentante Codacons di Viterbo De Paolis- Ú stata dall’assessore ironicamente tacciata di allarmismo, finanche a toglierle malamente la parola durante un suo intervento volto ad informare correttamente i cittadini. Equitani insisteva ancora che” l’acqua è la stessa di sempre….e non Ú che si possa smettere di consumarla per un allarmistico eccesso di zelo di Bruxelles!”

Riteniamo che un assessore provinciale all’Ambiente avrebbe doverosamente dovuto conoscere la valutazione epidemiologica, informandone celermente la popolazione, così da onorare il suo mandato .Non omettere e/o minimizzare, come ci risulta abbia sempre fatto negli interventi pubblici degli ultimi mesi – circostanza che ci hanno confermato anche dalla provincia, in particolare alcuni esercenti di Bolsena.

Registriamo altresì la gravissima omissione nel permettere che i cittadini continuino ad essere avvelenati se prendono un caffè o mangiano fuori casa, dato che non tutti i bar, ristoranti, ecc..hanno installato un dearsenificatore, circostanza segnalataci da numerosi cittadini.

Ora basta. Saranno recapitate le diffide alle Asl competenti, e attivati i Nas disporre la chiusura di tali esercizi.

Ma dopo i cittadini (dei quali si continuano a raccogliere le adesioni),  anche gli esercizi commerciali dei comuni del viterbese coinvolti nel problema dell’ acqua all’arsenico, affilano le armi legali. Il Codacons, infatti, sta raccogliendo le adesioni di centinaia di bar, ristoranti, pasticcerie, e negozi che quotidianamente utilizzano l’acqua per la produzione di generi alimentari, all’azione avviata dall’associazione, con cui si chiede di sanare la situazione e rendere le acque potabili. In caso contrario gli Enti locali saranno chiamati a risarcire i danni subiti per milioni di euro. Per chi non l’avesse ancora fatto, il Codacons invita gli esercenti a consultare il proprio sito www.codacons.it ed aderire all’azione nella Sede di Viterbo, sita in via Orio Vergani, 2 (Villanova) nei giorni di mercoledì e giovedì 9.00-12.30.

Intanto, visto il successo della class action dei cittadini per ottenere il risarcimento di  è 1.500 e la diminuzione della bolletta, viene prorogata e continua la possibilità di adesione per gli intestatari di utenze domestiche.

Allora ci auguriamo che il presidente Meroi inizi davvero, come ha dichiarato, a lavorare per ridurre le bollette ed impegnarsi in un dialogo che lo porti a sottoscrivere i punti che il Codacons avrà modo – qualora realmente interpellato – di illustrare, al fine contenere i danni sinora causati dal problema.

Sperando che si tratti di un’effettiva – se pur tardiva – presa di coscenza della questione -e non di propaganda elettorale- ci mettiamo a disposizione qualora il Presidente Meroi ci faccia pervenire un formale invito.

Codacons


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