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Confartigianato: “Carburante sporco e troppo caro”

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– Sempre più caro e sempre più sporco: il Centro Studi di Confartigianato Motori lancia l’allarme sulla qualità del carburante.

Dal monitoraggio condotto sulla propria rete di autoriparatori di tutta Italia sono emersi dati preoccupati, secondo i quali si è registrato un aumento esponenziale degli interventi sulle autovetture per la pulizia dei filtri e dei serbatoi.

Le motivazioni dell’aumento sono varie e tra le prime c’è il problema delle auto nuove che, rispetto a quelle meno moderne, hanno centraline sofisticate e di conseguenza sensibili a ogni variazione di carburante. Poi c’è lei, la crisi, presenza ormai tragicamente costante che spinge molti automobilisti a risparmiare sui tagliandi, così che i filtri si intasano diventando la prima causa di intervento.

Infine c’è la qualità dei carburanti che, se da una parte diventano sempre più cari, dall’altra risultano essere sempre più “sporchi”.

Il centro studi sottolinea dunque le problematiche derivanti dalla miscelazione del gasolio con il biodiesel: capita sempre più spesso, infatti, che nei carburanti ci sia una presenza di biodiesel che, fermentando nel serbatoio, porta a un aumento di acqua che blocca la vettura. Lo studio condotto da Confartigianato Motori non manca di rilevare la possibilità di vere e proprie frodi messe in atto da chi vende o distribuisce i carburanti: a volte, durante gli interventi di riparazione, nei serbatoi delle auto si trovano quantità d’acqua tali da non poter essere giustificate dalla sola omissione di tagliandi o dai filtri sporchi.

Insomma è auspicabile un maggior controllo sulla qualità e composizione di quei carburanti erogati e venduti a caro prezzo.

«Ci rendiamo perfettamente conto – spiega Andrea De Simone, segretario di Confartigianato Imprese Viterbo – del fatto che i titolari di depositi commerciali e di impianti di distribuzione sono, nella maggior parte dei casi, totalmente estranei al processo di miscelazione che “sporca” i carburanti. Non stiamo accusando nessuno, tanto meno chi, acquistando carburanti miscelati da altri a monte nella filiera, rischia di diventare l’unico responsabile sul quale scaricare le responsabilità della problematica. Quello che ci preme sottolineare è la mancanza di giusti controlli che invertano questa condotta sbagliata e dannosa».

I dati riportati dal centro studi di Confartigianato Motori mettono l’accento sull’aumento di interventi sulle autovetture riscontrato in alcune zone del Paese (Milano, Mantova, Vercelli, Latina e Parma sono tra le più colpite dal fenomeno); Viterbo e la Provincia sembrano per il momento non essere gravemente toccate dal fenomeno che, però, va contrastato duramente prima che si estenda a macchia d’olio. Prevenire è pur sempre meglio che curare.


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