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Danneggia l’auto della ex e ci scrive “bastarda”

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

(f.b.) – Il loro rapporto era finito da poco. Dopo una serie di litigi, alcuni dei quali anche violenti, lei aveva deciso di lasciarlo. Ma lui non si dava pace.

Così una sera le si presenta sotto casa e le danneggia l’auto. Rompe i fari anteriori, scrive “bastarda” sulla macchina, lascia un bigliettino con scritto “grazie di tutto” e scappa.

Lei che nel frattempo si era affacciata dalla finestra per via dei rumori non riconosce il suo volto al buio, ma nota la targa dell’auto con la quale lui si allontana, la segna e da quella gli inquirenti risalgono al nome del suo ex compagno e padre della sua figlia più piccola.

La vicenda finisce così in tribunale, di fronte al giudice Eugenio Turco.

L’uomo, difeso dall’avvocato Paolo Labbate, è accusato di minacce, ingiurie, lesioni e danneggiamenti. L’episodio della macchina, infatti, non è stato l’unico in cui i due sono venuti ai ferri corti.

Secondo l’accusa, rappresentata in aula dal pm Catia Naldi, già durante la convivenza c’erano state liti violente. Un clima pensante che coinvolgeva anche la loro bimba che all’epoca dei fatti (nel 2008) aveva circa due anni.

“La mia assistita – ha detto in aula Pamela Pasqualoni, avvocato di parte civile della donna – aveva paura a lasciare la bambina al padre tanto che, sempre nel 2008, organizzarono con un’assistente sociale degli incontri protetti. Lui è stato anche colpito da un foglio di via da Viterbo e poi ha perso la potestà sulla piccola”.

All’episodio del danneggiamento dell’auto, avvenuto nel giugno del 2008, sarebbe seguita una vera e propria aggressione.

“Circa una settimana dopo – continua l’avvocato Pasqualoni – l’uomo si è presentato in casa della signora. Lei gli ha aperto pensando che fosse la figlia maggiore e invece si è trovata davanti lui, con un casco in mano. E’ stata aggredita e sbattuta addosso all’armadio della camera da letto fino a perdere i sensi. Poi ha chiamato la polizia, che ha trovato la camera a soqquadro con le ante del mobile staccate e diversi oggetti caduti a terra”.

Il pm Catia Naldi ha chiesto al giudice una condanna a quattro mesi e dieci giorni, mentre la parte civile una somma non inferiore ai tremila euro come risarcimento del danneggiamento dell’auto più i danni materiali e quelli morali.

Il giudice Eugenio Turco ha infine condannato l’uomo a sei mesi con la sospensione della pena e al pagamento di una provvisionale di 1900 euro.


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